title_magazine

La Storia vista dall’Africa: tre nuovi progetti per Kechiche, Bouchareb e Haroun

di Maria Coletti

Il francese CNC (Centre National de la Cinématographie) ha annunciato, dopo la prima sessione di lavori del 2009, le sceneggiature prescelte, che beneficeranno del sostegno economico del fondo. Tra i progetti selezionati anche quelli di tre registi franco-africani di tutto rispetto: il tunisino Abdellatif Kechiche, il franco-algerino Rachid Bouchareb e il ciadiano Mahamat-Saleh Haroun.

Con La Vénus Noire (Black Venus), le cui riprese sono previste nei prossimi mesi per poter uscire nel 2010, Kechiche ripercorrerà le tragiche vicende di Saartjie Baartman (1789-1819), una giovane schiava sudafricana di etnia Khoikhoi condannata dalle peculiarità anatomiche del suo bacino a finire esposta come fenomeno da baraccone nelle capitali di mezza Europa e rimasta anche da morta, fino a pochi decenni fa, esposta agli sguardi dei visitatori del Musée de l’Homme [nella foto, un disegno dell’epoca].
Nata schiava di un ricco possidente afrikaaner nell’anno della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, Sawtche (questo era il suo nome originale) per le sue caratteristiche di steatopigia e macroninfia (un non comune sviluppo dei glutei e dell’apparato genitale) diventa ben presto oggetto di attrazione. Ceduta a un chirurgo della Royal Navy, viene portata in Inghilterra nel 1810, ribattezzata Saartjie Baartman ed esposta in circhi e fiere, prima in Olanda e infine a Parigi, con il soprannome di "Venere ottentotta". Utilizzata come attrazione in music hall e serate frequentate dalla buona borghesia, finisce i suoi giorni in un misero bordello, a soli 26 anni. Ma non basta. Finita sotto la lente degli zoologi francesi, la sua salma viene fatta oggetto di studi tesi ad avvalorare l’inferiorità biologica di alcune razze umane. Soltanto nel 1974 il suo scheletro è stato rimosso dalla galleria di Antropologia fisica del Musée de l’Homme e solo a prezzo di una estenuante campagna diplomatica, di cui si è fatto latore nel 1994 Nelson Mandela, la salma è stata riconsegnata nel 2002 alla sua terra natale.
In attesa del film di Kechiche prodotto dalla MK2, sperando che rinnovi il successo ottenuto con il suo appassionato e multipremiato La Graine et le mulet (Cous cous), ricordiamo che la storia di Sawtche è stata già raccontata da Zola Maseko, premiato con l’Etalon de Yennenga del Fespaco per l’opera prima Drum (2004), in due apprezzati e splendidi documentari (The Life and Times of Sarah Baartman, 1998; The Return of Sarah Baartman, 2002).

Altro progetto, altro film in arrivo. A luglio inizieranno infatti le riprese del nuovo film di Bouchareb: dopo il successo berlinese di London River, il regista prepara un ideale seguito di Indigènes, con cui si era fatto apprezzare nel 2006 al Festival di Cannes. Sempre sul tema della decolonizzazione, Hors-la-loi (Outlaw) intreccia i destini di tre fratelli in Francia, tra il massacro di Sétif del 1945 e la fine della Guerra d’Algeria nel 1962, alludendo anche alla Guerra d’Indocina (1946-1954). Il film, prodotto dalla Tessalit Productions dovrebbe essere girato tra Francia, Germania, Tunisia, Algeria e New York (alle Nazioni Unite) e nel cast sono annunciati per ora anche due degli attori del quartetto di Indigènes (premiati a Cannes col premio collettivo per la migliore interpretazione maschile): Sami Bouajila e Roschdy Zem.

Non ha ancora trovato un produttore, invece, la sceneggiatura di Haroun, nonostante il buon successo di critica e di pubblico del suo ultimo struggente film, Daratt, Premio Speciale della Giuria della Mostra di Venezia nel 2006. Un primo passo è certo stato fatto, grazie al finanziamento del CNC, ma speriamo che il talentuoso regista non debba aspettare ancora troppo per realizzare il nuovo film, che dovrebbe essere realizzato in Ciad. Per ora sappiamo solo il titolo provvisorio, Un homme qui crie n’est pas un ours qui danse (Un uomo che grida non è un orso che danza), citazione del Diario di un ritorno al paese natale dell’amato e recentemente scomparso poeta della Negritudine, il martinicano Aimé Césaire (1913-2008).

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
venerdì 31 maggio 2019

Riapre la Biblioteca IsIAO

Grazie alla collaborazione tra la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e l’Associazione (...)

martedì 9 aprile 2019

Minervini in sala a maggio

CHE FARE QUANDO IL MONDO È IN FIAMME? (What You Gonna Do When the World’s on Fire?) il film (...)

lunedì 1 aprile 2019

Il Rwanda alla Casa delle Donne

RWANDA, IL PAESE DELLE DONNE è il documentario di Sabrina Varani che sarà proiettato lunedì 8 (...)

venerdì 29 marzo 2019

FESCAAAL 2019: Tezeta Abraham madrina

Il prossimo sabato 30 marzo alle ore 10.00 presso l’Auditorium San Fedele di Milano si terrà la (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha