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Venezia 66: Qu’un seul tienne et les autres suivront

di Léa Fehner

Destini che si uniscono

Ogni anno le Giornate degli autori a Venezia riservano alcune delle sorprese più interessanti della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e tra quelle di questa 66a edizione sicuramente possiamo annoverare Qu’un seul tienne et les autres suivront (2009) della giovanissima regista francese Léa Fehner che, al suo primo lungometraggio, ha dato subito prova di maturità, sia per quanto riguarda la narrazione che per quel che concerne la consapevolezza del mezzo. Qu’un seul tienne et les autres suivront è stato apprezzato dal pubblico della Mostra che ha accolto la regista accompagnata dai due attori, Reda Kateb e Dinara Droukarova, con un lungo applauso.

Qu’un seul tienne et les autres suivront segue tre storie che si sviluppano in modo parallelo fino ad incrociarsi nel parlatorio di un carcere: Zorah, un’anziana donna algerina, vuole incontrare l’assassino di suo figlio; Laure, una ragazza di sedici anni che si è imbattuta casualmente in un giovane delinquente, ha bisogno di una persona adulta che l’accompagni al parlatorio del carcere, e Stéphane, un giovane fattorino di un ospedale, a cui viene proposto un accordo in base al quale deve prendere il posto di un detenuto in modo che quest’ultimo possa evadere. Una donna, una giovane ragazza e un uomo, tre storie completamente diverse, tre destini che s’incontrano durante una visita in un carcere.

Qu’un seul tienne et les autres suivront affronta evidentemente un tema difficile, inserito in una struttura piena d’insidie, che la regista riesce ad evitare costruendo il film in modo equilibrato, dando la giusta attenzione a tutti i personaggi, dei quali riesce a restituire un’immagine completa, articolata mostrandone le varie facce. La Fehner, classe ‘81, diplomata alla Femis di Parigi, ha già girato i festival internazionali di tutto il mondo con il suo corto Sauf le silence (2007) nel quale la regista ha iniziato a esplorare il mondo del carcere che, come ha raccontato al pubblico in sala, è una realtà che ha conosciuto lavorando con un progetto all’interno del penitenziario di Saint Michel a Tolosa e poi anche a Parigi, con un associazione che operava nelle prigioni di periferia. I due protagonisti hanno già interpretato storie nel e sul mondo delle carceri: la Droukarova era già nel corto Sauf le silence, mentre Reda Kateb era nel cast di Un prophète (Un profeta, 2009) di Jacques Audiard, presentato a Cannes 2009.

La Fehner si è circondata di un cast eccellente. Si distingue l’intensa interpretazione di Zorah da parte di Farida Rahouadj: la sua esperienza nelle carceri l’ha evidentemente sostenuta nella scrittura della sceneggiatura e nella costruzione dei personaggi. Qu’un seul tienne et les autres suivront ha aperto la strada della giovane regista francese che ha destato curiosità e dalla quale ci si aspetta una seconda opera altrettanto interessante.

Alice Casalini | 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Cast & CreditsQu’un seul tienne et les autres suivront
Regia: Léa Fehner; sceneggiatura: Léa Fehner; fotografia: Jean-Louis Vialard; suono: Julien Sicart; montaggio: Julien Chigot; scenografia: Pauline Bourdon; costumi: Chantal Castelli; interpreti: Farida Rahouadj, Reda Kateb, Pauline Etienne, Marc Barbé, Julien Lucas, Vincent Rottiers, Delphine Chuillot, Dinara Droukarova; origine: Francia, 2009; formato: HD, colore; durata: 120’; produzione: Jean-Michel Rey e Philippe Liégeois per Rezo Films; distribuzione internazionale: Rezo Films; scheda del film: rezofilms.com/distribution/quun-seul-tienne-et-les-autres-suivront

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