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La voce dell'amore

di Carl Franklin

Segreti e bugie in Pennsylvania

La quarta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma si è chiusa con l’atteso arrivo di Meryl Streep alla quale è stato consegnato il Marc’Aurelio d’Oro alla carriera. Oltre alla cerimonia e all’incontro con il pubblico è stata organizzata una retrospettiva che attraverso la scelta di quindici titoli ha permesso di ripercorrere il cammini cinematografico di Meryl Streep, da Kramer contro Kramer (Kramer vs. Kramer, 1979) che la portò alla vittoria del suo primo premio Oscar fino al musical Mamma Mia! (id., 2008). Tra i film proiettati in occasione della retrospettiva c’era anche La voce dell’amore (One True Thing, 1998) di Carl Franklin, film che è valso una candidatura all’oscar come miglior attrice alla Streep.

La voce dell’amore, tratto dall’omonimo romanzo del premio Pulitzer Anna Quindlen, racconta attraverso la storia della famiglia Gulden come il dramma di una malattia terminale sconvolga gli assetti familiari e costringa rivedere i rapporti e la vita, andando oltre la forma imposta per il quieto vivere. Ellen Gulden, giovane giornalista rampante vive a New York ma viene costretta dal padre, professore di letteratura all’Università, a lasciare tutto per accudire la madre malata di cancro. Ellen torna a malincuore nella piccola città di Langhorne dove con il tempo inizia a vedere il padre per quello che è, un uomo con le sue debolezze e non l’essere perfetto che ammirava incondizionatamente e contemporaneamente si avvicina alla madre che non era mai riuscita a comprendere.

Dietro la cinepresa siede il regista afroamericano che prima de La voce dell’amore aveva diretto il thriller Qualcuno sta per morire (One False Move, 1991), e il giallo con Denzel Washington Il diavolo in blu (Devil in a Blue Dress, 1995) tratto dall’omonimo romanzo di Walter Mosley. Se nel caso de Il diavolo in blu Franklin ha firmato anche la sceneggiatura, non è stato così per La voce dell’amore per il quale la sceneggiatura è stata affidata a Karen Kroner. Il regista afroamericano decide di raccontare la vita di un classica famiglia borghese americana messa in crisi dal dolore della perdita e dall’atroce e lento inesorabile cammino di una malattia terminale. Franklin sembra a suo agio nel restituire allo spettatore la storia intima della famiglia Gulden. Il regista prende l’aspetto più intimo, segreto, doloroso e personale per farne una riflessione universale: ognuno ritrova un pezzo della propria storia personale nella rabbia e nel dolore di Ellen, nella vita di coppia dei genitori, nelle loro debolezze, nella famiglia che si tiene in piedi su un amore che scende a compromessi. A tutto questo si aggiunge una riflessione sul tema dell’eutanasia e in questo caso, a differenza di altri momenti del film dove si scivola in momenti più patetici che drammatici, Franklin e la Kroner mantengono una linea ferma, efficace ma mai sensazionalista: uno spunto sincero per una riflessione su un tema scomodo, difficile da affrontare.

La voce dell’amore racconta la crisi della famiglia americana perfetta, con la Streep che dai panni di Dorothy del Mago di Oz si consuma fino a diventare un’altra persona, il fantasma di se stessa. Un’interpretazione intensa ma non strappalacrime quella della Streep con la quale il volto perennemente commosso della Zellweger non riesce a competere. Un’interpretazione della Streep meno nota di altre che si è potuta apprezzare grazie alla proiezione in sala de La voce dell’amore.

Alice Casalini | 4. Festival Internazionale del Film di Roma

Cast & CreditsLa voce dell’amore (One True Thing)
Regia: Carl Franklin; sceneggiatura: Karen Kroner, tratto dall’omonimo romanzo di Anna Quindlen; fotografia: Declan Quinn; musica: Cliff Eidelman; montaggio: Carole Kravetz; scenografia: Paul Peters; costumi: Donna Zakowska; interpreti: Meryl Streep, Renée Zellweger, William Hurt, Tom Everett Scott, Nicky Katt; origine: Usa, 1998; formato: 35 mm, colore; durata: 127’; produzione: Monarch Pictures, Ufland, Universal Pictures; distribuzione: United International Pictures, Universal Video.

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