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La cosa giusta

di Marco Campogiani

Raccontare il terrorismo in Italia

La cosa giusta (2009) di Marco Campogiani esce in sala il 27 novembre, a pochi giorni dalla sua presentazione al Torino Film Festival nella sezione fuori concorso Festa Mobile. Il quarantunenne regista segna il suo esordio alla regia con un film difficile da realizzare per il tema insidioso che affronta e sul quale cerca di ragionare: il terrorismo e lo sconvolgimento che c’è stato nel mondo in seguito all’11 settembre 2001. Non si tratta solo di affrontare il tema scomodo del terrorismo. Campogiani cerca di capire, sviscerare e raccontare quello che è accaduto e i risvolti sociali e politici del crollo delle torri gemelle, ma oltre a questo sconvolgimento c’è l’amplificazione di un sentimento già pericoloso, la paura dell’altro, del diverso.

Campogiani mette al centro del suo film l’odio e il razzismo dettato dalla paura. La cosa giusta racconta la storia di due poliziotti, il giovane Eugenio Fusco e l’ispettore Duccio Monti che si vedono assegnare insieme l’incarico di pedinare Khalid Amrazel, tunisino sospettato di aver aiutato una cellula terroristica. I due poliziotti in un primo momento non si sopportano, ma con il passare del tempo e grazie anche all’intervento di Khalid che stringe amicizia con loro, imparano a conoscersi, accettarsi e a guardare la realtà con altri occhi. I poliziotti scoprono che in carcere Khalid è stato vittima di soprusi che denunciano e che causano l’espulsione dell’uomo che Eugenio andrà a cercare in Tunisia.

Khalid è interpretato dall’attore tunisino Hamed Hafiene che si è già misurato in un ruolo simile ne La giusta distanza (2007) di Mazzacurati dove interpretava un meccanico tunisino che aveva una relazione con la bella e giovane Mara in un piccolo paese alle foci del Po. Diffidenza e paura sono due sentimenti sui quali riflette Mazzacurati e che si ritrovano anche nel film di Mohsen Melliti Io, l’altro nel quale però si arriva all’esasperazione a causa della paura del terrorismo e della condizione che vivono i due protagonisti del film: due uomini soli su una barca nel mezzo del Mediterraneo che amplifica e assolutizza ogni cosa. Campogiani nel suo La cosa giusta prende un tema interessante e complesso da mettere in scena ma lo fa in un modo decisamente confuso e insicuro. Un elemento di confusione è il mancato equilibrio tra elementi drammatici e sketch comici che però esprimono tutto la loro artificiosità, come il primi incontro ravvicinati tra Khalid e i due poliziotti o le scene con il commissario.

Poi ci sono i poliziotti, quelli buoni e quelli cattivi, quelli idealisti e quelli disillusi: il preciso e diligente Eugenio Fusco che parla e capisce l’arabo è l’esatto opposto del romano stanco e confusionario ispettore che però ritrova nel ragazzo il suo entusiasmo di quando era giovane. Sia Fantastichini che Briguglia, pur avendo tutte le potenzialità, non riescono a rendere i rispettivi personaggi in modo convincente sia a causa della direzione poco sicura di Campogiani, sia a causa di scene e, soprattutto alcuni dialoghi, particolarmente forzati e artificiosi, come quelli che troviamo nella sequenza della cena a casa di Khalid.

La cosa giusta mantiene uno sguardo onesto sulle figure di Khalid e di sua moglie Sonia (Samya Abbary), perché Compagnoni prova a tenersi a una certa distanza da alcuni luoghi comuni legati all’immagine degli immigrati e soprattutto ai rapporti tra uomini e donne che spesso si ha. Il film non riesce comunque a convincere perché manca di un’idea stilistica forte, le scelte di regia sono scolastiche, la colonna sonora non lascia mai respiro e viene concepita come un elemento funzionale a coprire mancanze più che a costruire momenti, scene, piani significativi. È dunque un peccato che Campogiani non sia riuscito a gestire a pieno, con equilibrio e fermezza, la regia e la direzione degli attori per un film che aveva sulla carta molti aspetti d’interesse.

Alice Casalini

Cast & CreditsLa cosa giusta
Regia: Marco Campogiani; sceneggiatura: Marco Campogiani, Giovanni De Feo; fotografia: Maurizio Calvesi; musiche: Theo Teardo; montaggio: Mauro Menicocci; scenografia: Marta Maffucci; costumi: Stefania Svizzeretto; interpreti: Ennio Fantastichini, Paolo Briguglia, Ahmed Hafiene, Camilla Filippi, Samya Abbary; origine: Italia/Tunisia, 2009; formato: 35 mm, colore; durata: 90’; produzione: Tommaso Calevi per RAI Cinema, Toma Cinematografica, Planet Image; distribuzione: Cinecittà Luce

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