title_magazine

Souleymane Cissé: il libro in uscita

di Maria Coletti e Leonardo De Franceschi

Introduzione e indice della monografia di Kaplan

Dopo le anticipazioni contenute nella newsletter e la presentazione in anteprima a Milano durante il 20. FCAAAL, con il gentile consenso dell’editore Kaplan, Cinemafrica pubblica in esclusiva l’introduzione e l’indice della monografia Souleymane Cissé. Con gli occhi dell’eternità, firmata dai nostri Maria Coletti e Leonardo De Franceschi, in uscita ad aprile.


Prologo
Il sogno e la pazienza

“Per me ogni film è unico. Il film traccia la sua strada.
Ed io, io non posso fargli cambiare rotta. È più forte di me.
Ho solo una virtù per resistergli: la pazienza.”
Souleymane Cissé

Come ogni film è anche e sempre in qualche modo un documentario sul suo farsi, così ogni libro assomiglia sempre in una qualche singolare maniera a un diario, o quanto meno reca impresse nella carne viva del testo le tracce di quello che è stato il suo concreto percorso di scrittura. Ciò è particolarmente vero per questo saggio, edizione italiana di un volume uscito in Spagna nel giugno 2009, per accompagnare la retrospettiva dedicata a Souleymane Cissé nell’ambito della terza edizione del festival Cines del Sur di Granada. L’introduzione del volume spagnolo era datata 8 marzo: in quei giorni non potevamo ancora dare per certo che Min yé – film che segna l’atteso ritorno al grande schermo di Cissé, a quattordici anni da Waati – sarebbe stato terminato in tempo per essere presentato a Cannes fuori concorso, né che almeno uno di noi sarebbe riuscito a vederlo e a darne conto in un contributo inserito nel volume, con tanto di intervista, a mo’ di postilla.

A distanza di sette mesi dal festival di Granada abbiamo ritenuto opportuno conservare la struttura originaria del volume spagnolo, che contempla in una zona a parte l’ultimo lavoro di Cissé, datato 2009, un po’ perché in fondo è l’unica zona che non abbiamo potuto verificare criticamente a quattro mani, e un po’ per non tradire, appunto, la storia concreta e puntuale di questo nostro saggio, con cui continuiamo il lavoro di promozione del cinema d’Africa e delle sue diaspore iniziato anni fa con il festival Panafricana-Le mille Afriche del cinema a Roma e che portiamo tuttora avanti con il sito Cinemafrica-Africa e diaspore nel cinema (www.cinemafrica.org), l’unico in Italia dedicato a queste cinematografie.

Quello che state sfogliando rappresenta praticamente il primo studio monografico consacrato all’opera di uno dei massimi autori del cinema africano. Un dato che può sorprendere, se si considera l’importanza storica dei riconoscimenti che Cissé ha ottenuto e il posto che occupa nel cinema mondiale. Sarà forse per il carattere schivo e poco incline alle celebrazioni, o anche per lo spirito da combattente, sempre in prima linea nella promozione del cinema africano e nella difesa della diversità culturale. Certo è che, primo cineasta a vincere il massimo premio nei due principali festival del continente africano, le Journées Cinématographiques de Carthage (nel 1982 con Finyé) e il FESPACO (nel 1979 con Baara e nel 1983 sempre con Finyé), Cissé è stato inoltre il primo regista a portare un film dell’Africa subsahariana in concorso a Cannes, nel 1987: Yeelen (Premio della Giuria), primo film africano distribuito commercialmente in Italia come in numerosi mercati internazionali, ha fatto scoprire il cinema africano a migliaia di spettatori in tutto il mondo.

È dunque con molto entusiasmo e un pizzico di apprensione che abbiamo raccolto la sfida di presentare per la prima volta un’opera cinematografica straordinariamente ricca sul piano narrativo e stilistico. Nonostante abbia potuto realizzare finora soltanto sei lungometraggi, penetrare nell’universo filmico di Cissé ha significato per noi dar conto di un’affascinante avventura esistenziale e di un’instancabile attività pubblica, prima di affrontare i testi cercando di restituirne la forza visiva e la complessità simbolica.

Il volume si divide pertanto in tre parti. Nella prima (L’uomo) viene ricostruito il percorso umano e professionale del regista, dagli anni della formazione alle tappe che ne hanno marcato l’affermazione internazionale fino alle più recenti iniziative di politica culturale, anche mettendo in relazione la poetica di Cissé con autori e tendenze del cinema mondiale e nella prospettiva del dibattito critico. La seconda parte (I film) presenta una rilettura testuale delle sue principali opere, compresi i primi corti e mediometraggi, analizzate nella loro struttura narrativa, nelle scelte di scrittura filmica e negli snodi simbolici profondi, anche alla luce delle interpretazioni proposte dalla critica internazionale. La terza parte (Il mondo) ripercorre l’opera filmica di Cissé in una prospettiva trasversale, ancorando il discorso ai quattro elementi alla base dei principali sistemi cosmologici (Terra, Aria, Fuoco, Acqua), presi nella loro evidenza fisica e insieme come punto di partenza per ulteriori letture. Centrali nell’universo simbolico di Cissé, questi elementi hanno rappresentato quattro chiavi per aprire altrettante prospettive di indagine: dallo spazio al tempo, dai conflitti sociali ai rapporti di genere. Ci è sembrato opportuno, inoltre, far precedere un’ampia zona di materiali informativi (bibliografia, filmografia, videografia) da un montaggio di interventi e interviste del regista, articolato per rubriche (Cissé visto da Cissé). Chiude il saggio la zona inserita a titolo di postilla da Cannes 2009 e dedicata a Min yé.

Pur avendo messo a fuoco a quattro mani il taglio da dare allo studio e l’indice del volume, oltre che i materiali informativi e il collage di interviste, per facilitare il lavoro di scrittura ci siamo divisi equamente il carico di lavoro. Maria Coletti firma il terzo paragrafo della prima parte (Cissé e il suo tempo), i paragrafi primo, secondo e quarto della seconda parte (Gli inizi, Den muso, Finyé) e i paragrafi terzo e quarto della terza parte (Fuoco, Acqua), mentre Leonardo De Franceschi è responsabile dei testi restanti (Da Bozola alla Croisette, Dalla francofonia all’UCECAO, Baara, Yeelen, Waati, Terra, Aria) e della postilla su Min yé.

Ripartire dai testi filmici ci ha permesso di comprendere come il cinema di Cissé si sottragga alle etichette di volta in volta coniate dalla critica internazionale (dal «realismo sociale» al «ritorno alle fonti»), in virtù di uno sguardo che abbraccia insieme storia e mito, presente e futuro, specificità e universalità, identità e meticciato, secondo una prospettiva dialettica mutuata dal pensiero bambara.
Se già in Den muso (1975) e in Baara l’attenzione al quotidiano e alle contraddizioni della società maliana non è disgiunta da momenti di accensione figurativa che si smarcano da un naturalismo rappresentativo, allo stesso modo in Yeelen e Waati (1995) la forza metaforica del discorso si innesta su un tessuto di riferimenti precisi al presente e alla storia.

Quella di Cissé è una poetica profondamente innervata dal principio della dualità, intesa come una matrice generativa continua, in cui interagiscono maschile e femminile, religione immanente e scienza positiva, tempo ciclico e tempo storico. Ecco perché riteniamo sia stata una circostanza particolarmente felice che, ad interpretarla, sia stata chiamata una coppia di studiosi. Proprio mettendo in valore le nostre specificità e differenze, facendo leva su sensibilità e strumenti analitici e sintetici diversi, abbiamo cercato di restituire l’energia pulsante di questo dualismo, impegnandoci a riflettere la lucentezza, la durezza tagliente e la complessità prismatica di un’opera-cristallo, in cui la pazienza di un artigiano ha saputo dare forma compiuta ai sogni di un iniziato.

Siamo infinitamente grati a Cines del Sur per la fiducia riposta in noi e la libertà di cui abbiamo potuto godere: un ringraziamento particolare va al direttore di programmazione Alberto Elena e al direttore José Sánchez-Montes, che hanno pensato a noi per il volume, ma anche a Carlos Martín García, che ne ha curato la traduzione spagnola, e a tutta l’équipe del festival, con in testa l’altro direttore di programmazione Mirito Torreiro e l’amministratrice Elísabet Rus. Grazie anche a Inmaculada López, direttrice della Fondación El Legado Andalusí, che con il suo consenso ha reso possibile la traduzione.

Questa edizione italiana non avrebbe potuto vedere la luce senza la generosa e lungimirante disponibilità di Giorgio De Vincenti e senza il sollecito e paziente lavoro di interfaccia redazionale svolto da Simone Arcagni.
Ringraziamo di cuore tutte le persone che ci hanno sostenuto e le istituzioni dove abbiamo potuto arricchire la nostra ricerca: Olivier Barlet, Andrée Davanture, la Biblioteca «Guillaume Apollinaire» - Università Roma Tre, la Biblioteca Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente, Biblioteca «Lino Micciché» - Università Roma Tre, la Biblioteca «Luigi Chiarini» - Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, la BIFI-Bibliothèque du Film, la Bibliothèque Sainte-Geneviève, il BPI-Centre Georges Pompidou, il Centre d’Etudes et de Recherches Filmographiques de Pontarlier (Pierre Blondeau, Manu Chagrot), la Cinémathèque Afrique (Jeanick Le Naour), la Cineteca di Bologna (Guy Borlée).
Last but not least, ringraziamo Souleymane Cissé, che a Granada ha salutato con entusiasmo il nostro lavoro, auspicando potesse essere tradotto anche in francese e altre lingue.

4 febbraio 2010


Indice

Premessa di Giorgio De Vincenti

Prologo. Il sogno e la pazienza

1. L’uomo
Da Bozola alla Croisette, il cammino verso la luce
Dalla francofonia all’UCECAO, gli anni dell’impegno pubblico
Cissé e il suo tempo

2. I film
Gli inizi. Tra memoria e cronaca
Den muso. Lo sguardo pietrificato
Baara. Davanti alla prova del fuoco
Finyé. L’utopia della dualità
Yeelen. La terra vista da una faglia
Waati. L’enigma del tempo

3. Il mondo
Terra. Fenomenologie del cosmo
Aria. Il rumore della storia
Fuoco .Oltre il caos del mondo
Acqua. Donne che si guardano allo specchio

Epilogo: Cissé visto da Cissé
Postilla: Min yé

Immagini

Bibliografia
Filmografia
Videografia
Indice dei nomi e dei film citati

Cast & CreditsMaria Coletti, Leonardo De Franceschi,
Souleymane Cissé. Con gli occhi dell’eternità,
Torino, Edizioni Kaplan, 2010, pp. 236.

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
mercoledì 19 settembre 2018

On line il sito Missing at the Borders

E’ on line il sito https://missingattheborders.org/ che intende dare voce e dignità alla famiglie (...)

mercoledì 19 settembre 2018

In sala La libertà non deve morire in mare

Esce nelle sale giovedì 27 settembre con Distribuzione Indipendente il documentario La libertà (...)

lunedì 10 settembre 2018

Venezia75: alle GdA due premi per Joy

Alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia ben due premi sono andati a Joy della (...)

lunedì 10 settembre 2018

Venezia75: premiato 1938 Diversi

Presentato fuori concorso a Venezia 75 - in sala dall’11 ottobre e il 23 ottobre su Sky Arte - (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha