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Qualche nota black nel 9. RIFF

di Leonardo De Franceschi

Alla scoperta del cartellone del Roma Independent Film Festival

Dall’8 al 16 aprile al Nuovo Cinema Aquila di Roma torna il Roma Independent Film Festival, diretto da Fabrizio Ferrari, che giunge quest’anno alla nona edizione. Otto giorni di cinema indipendente da tutto il mondo, fra corti e lunghi, doc e finzione, spesso in anteprima. Anche quest’anno, l’Africa e le sue diaspore fanno capolino qua e là, magari non sempre magari nelle sezioni principali, ma le proposte sono tali da potersi costruire un piccolo palinsesto, saltabeccando da un contenitore all’altro.

A guardare nelle sezioni competitive, le tracce più significative arrivano da quella dedicata ai documentari internazionali: l’Africa che ne emerge ci riporta ai consueti, annosi, problemi, ma ci dimostra anche la straordinaria forza della sua società civile. God no say so, della svizzera Brigitte Uttar Kornetzky, già presentato a Rotterdam, ci porta in Sierra Leone, a fare i conti con i segni terribili lasciati sul corpo delle vittime da oltre dieci anni di guerra civile. Con L’empire des enfants, dei francesi Gérard Moreau e Michèle Barrault, voliamo invece nella Dakar dei bambini di strada, raccolti e accuditi da una donna senegalese in un vecchio cinema trasformato in un centro di assistenza da cui il film prende il nome. Tutt’altra musica dal franco-tedesco Zanzibar Music Club di Philippe Gasnier e Patrice Nezan, che ci fa scoprire il taarab, uno dei generi musicali tradizionali più vivo, versatile e contaminato della cultura zanzibarina e swahili più in generale. Merita una menzione Still Bill, omaggio a Bill Withers, mitico soul man degli anni ’70 - di quelli che parteciparono al concerto per il match a Kinshasa tra Ali e Foreman, per capirci -, firmato dagli americani Alex Vlack e Damani Baker.

Anche quest’anno, il RIFF dedica ampio spazio alla produzione indipendente italiana. Fra i titoli in concorso per la sezione doc sponsorizzata da Current Tv, segnaliamo fra tutti Nìguri di Antonio Martino, che filma la realtà di un paesino calabrese, sede di uno dei più grandi campi d’accoglienza d’Europa, come specchio di un dramma pressante ed eternamente attuale come quello dei migranti del Mediterraneo. Le loro traiettorie partono da lontano, da paesi in guerra, come la Somalia, e Non dire mai questa parola di Matteo Berdini è girato in un campo rifugiati dell’UNHCR ai confini fra Somalia e Kenia. Storie e memorie di migranti che s’intrecciano, al centro anche del lungo di finzione Returno a Hansala (2008) della granadina Chuz Gutierrez, candidata a tre Goya e vincitrice dell’ultimo festival del Cairo. Il film fa parte della sezione speciale Cine en ruta, tutta made in Spain.

Anche fra i corti non manca qualche titolo d’interesse, come l’ultimo lavoro dell’italo-tunisino Hedy Krissane, scoperto e premiato all’ultimo Torino Film Festival, Ali di carta. Ma anche il francese Park, lo svizzero Tit for Tat (Zahn um Zahn)... Insomma buon RIFF a tutti, a partire da giovedì 8 aprile.

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