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mercoledì 11 aprile 2007

Pirati o cinefili: il caso tunisino

Un documentato articolo di Samia Ghachem sulla versione on-line di «Réalités» fa il punto sulla diffusione della pirateria in Tunisia. Durante l’ultima sessione delle Journées Cinématographiques de Carthage, avevamo potuto constatare l’estremo degrado tecnico delle poche sale cinematografiche ancora in attività a Tunisi. Nell’incontro alla Fnac di Milano, in occasione del recente Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, Nouri Bouzid ha testimoniato in prima persona come il suo Making off sia diffuso da mesi in copie pirata in centinaia di videoclub regolari, senza collegare però il dilagare della pirateria alla crisi del cinema sul grande schermo, anche perché il film sta comunque avendo un discreto successo in sala. Il caso di Bouzid, come emerge dall’articolo di «Réalités», è tutt’altro che isolato: anche altri titoli di punta, due commedie popolari come VHS Kahloucha di Néjib Belkadhi e La Télé arrive di Moncef Dhouib, visti in numerosi festival internazionali, fanno furore in versione pirata. Ma produttori, cineasti e legislatori non hanno ancora concordato una linea di intervento decisa nei confronti del fenomeno della pirateria, mercato che in verità diffonde soprattutto titoli hollywoodiani o egiziani.

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