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mercoledì 16 marzo 2011

Libia, clandestini e nucleare

Il regista Andrea Segre (A Sud di Lampedusa, Come un uomo sulla terra, Il sangue verde) torna sul suo blog sul "caso Libia", con un intervento ad ampio raggio che investe non solo i nostri rapporti con Gheddafi, ma anche una riflessione più generale sulla paventata invasione di clandestini e sulle fonti energetiche alternative al petrolio...
Un bel contributo, che condividiamo, da meditare e diffondere...

Ne pubblichiamo l’inizio...

Ed eccoci pronti al nuovo voltafaccia.
Fermi tutti. Ci siamo ri-sbagliati. O meglio: avevamo ragione.
Gheddafi è un amico.
E quella che avevamo sviluppato con lui era la strategia migliore: adularlo quanto necessario per ottenere petrolio, gas e blocco clandestini. Perchè ci siamo fatti fregare da questa ideologica ondata di fascino rivoluzionario?
Dovevamo starcene zitti e aspettare che vincesse.
Ora saremmo i primi in fila per ottenere tutti i vantaggi.
E invece?
Panico.
Arrivano le orde.
Come facciamo?
Quelli sono milioni.
Ci toglie il petrolio.
Neanche il nucleare va più bene.
Tsunami, invasioni.
Ma come si fa?
STOP.

Io a questo gioco di delirio pubblico indotto non ci sto.
Mettiamo un po’ di ordine.

Per leggere il testo integrale, vai al blog di Andrea Segre

[Maria Coletti]

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