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martedì 29 novembre 2011

Addio a Vittorio De Seta

E’ morto ieri sera alle 22 in Calabria, all’età di 88 anni, il regista Vittorio De Seta.
Nato a Palermo nel 1923, negli anni Cinquanta ha realizzato importanti documentari su Sicilia e Sardegna. Nel 1961 ha esordito nel lungometraggio con il film Banditi a Orgosolo, tra i suoi capolavori, Migliore opera prima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
"Lo sguardo neutrale è una menzogna, specie nel mio lavoro - usava dire - dove basta spostare la macchina da presa di pochi centimetri perché tutto cambi".
Noi di Cinemafrica, lo ricordiamo in particolare per la produzione tv in quattro puntate, prodotta dalla Rai, Diario di un maestro (1972), tratto dal romanzo autobiografico di Albino Bernardini Un anno a Pietralata: la storia di un insegnante di scuola elementare che in un istituto della periferia romana porta avanti le sue idee, malgrado la diffidenza dei colleghi e una classe di ragazzini difficili.
E, naturalmente, il suo ultimo film, del 2006, ovvero Lettere dal Sahara, necessario ritorno sul grande schermo di un "maestro del cinema del reale” – come Vittorio De Seta è stato definito dal MoMA di New York in occasione di una recente retrospettiva a lui dedicata.
Anche nel suo ultimo film De Seta tiene fede fino in fondo al suo cinema didattico e di impegno civile. Le parole del maestro senegalese alla fine del film possono aiutarci a cambiare il modo di pensare all’immigrazione e agli immigrati/emigrati in Italia, e in qualche modo oggi sembrano anche contenere in nuce l’eredità di De Seta, della sua opera e della sua umiltà: «Un giorno o l’altro qualcuno di voi partirà verso il Nord: mantenete intatte le vostre radici, non diventate come loro, ma non sentitevi nemmeno mai migliori di loro».

[Maria Coletti]

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