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mercoledì 9 maggio 2007

Bouchareb e i conti con la storia

Lo aveva già annunciato in autunno, quando era venuto per presentare Indigènes in Algeria, paese dei suoi genitori. Dopo aver riscosso in Francia, incassato il premio collettivo per gli interpreti a Cannes, un consenso lontano dalle più entusiastiche previsioni (oltre tre milioni di spettatori), Rachid Bouchareb ha deciso di proseguire il suo viaggio a ritroso tra le pagine più oscure della storia dei rapporti tra Francia e Algeria, dedicando il prossimo film alla sanguinosa rappresaglia di Sétif, Guelma e Kherrata della primavera 1945.
Tutto ha inizio quando la manifestazione dell’8 maggio, regolarmente autorizzata dalle autorità coloniali, per protestare contro l’arresto del leader nazionalista Messali Hadi, a seguito della comparsa di alcuni striscioni che inneggiano apertamente all’Algeria indipendente, scatenano una sparatoria da parte delle forze di sicurezza sul posto. Ne nasce una caccia feroce al pied noir, a Sétif e in altre città della regione, che lascia sul terreno oltre cento occidentali, fra militari e civili.
La risposta delle autorità coloniali è spietata. Oltre diecimila tra militari regolari e legionari, tiraillers senegalesi e maghrebini, prigionieri di guerra italiani e tedeschi liberati per l’occasione, vengono mobilitati per stroncare nel sangue i moti di piazza. Decine di cadaveri vengono bruciati o sepolti in fosse comuni. Gli storici hanno dibattuto per decenni sul bilancio definitivo dei morti ma pare certo che le vittime furono non meno di diecimila.
Comprensibili dunque le aspettative che circondano il progetto di Bouchareb, una coproduzione franco-inglese da venti milioni di euro, il cui cast rimane ancora da definire (il regista ha smentito l’ingaggio di Zineddine Zidane) e che vedrà la luce non prima dell’autunno 2008.

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