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venerdì 24 maggio 2013

Cannes 66. Mohammed Ali contro il Vietnam

È passato a Cannes nella sezione riservata alle opere fuori concorso il film per la tv di Stephen Frears Muhammad Ali’s Greatest Fight: una produzione targata Hbo in cui, contrariamente a quanto può suggerire il titolo, non si racconta di uno dei tanti incontri vinti sul ring dall’ex campione di pugilato, ma di una delle battaglie più importanti che abbia mai intrapreso, ovvero quella contro il governo degli Stati Uniti che, all’epoca del conflitto in Vietnam, lo aveva chiamato alle armi.
Muhammad Ali che aveva lasciato anche il suo vero nome, Cassius Clay, per diventare mussulmano, si rifiutò proprio perché sosteneva che la cosa fosse contraria alla sua religione e anche perché in aperta polemica con un paese che ancora trattava gli afroamericani "come dei cani", senza diritti umani.
Per questo finì davanti alla Corte Suprema americana. Essendo la prima pubblica presa di posizione contro la guerra in Vietnam, ebbe conseguenze sociali clamorose. Nel 1967 fu condannato dalla giustizia americana, privato dei suoi titoli di campione di boxe e persino del diritto di combattere ancora. Decisione confermata in appello dalla Corte Suprema. Ed è da lì che parte Frears: raccontando della crisi di coscienza dei nove uomini che furono costretti a decidere del destino di Ali, proponendo così in tutte le sue tappe un affresco dell’America tra la fine degli anni ’60 e - ’70 e mescolando il bellissimo materiale di repertorio alla storia di finzione, storia interpretata da Christopher Plummer, Frank Langella, Benjamin Walker.
Fonte: Cinecittà News

[Maria Coletti]

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