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domenica 26 gennaio 2014

Buone notizie dal Sundance

Il Sundance Film Festival del trentennale ha chiuso i battenti, distribuendo diversi riconoscimenti a film e talenti indipendenti africani o diasporici, il che lascia ben sperare per l’annata appena iniziata.
La prima notizia riguarda proprio l’unico film africano selezionato per la World Dramatic Competition, Difret, opera prima scritta e diretta dall’etiope Zeresenay Berhane Mehari, che ha tra i suoi produttori anche Angelina Jolie e l’italiana Francesca Zampi: la storia di Hirut, 14enne coraggiosa che sfugge a un tentato rapimento a scopo matrimonio uccidendo suo malgrado l’aspirante marito, ha commosso il pubblico di Park City, portandolo ad attribuirgli l’Audience Award nella sua categoria.

Analogo riconoscimento è stato tributato dal pubblico stavolta a un regista black american, il losangelino Malik Vitthal, anche lui uscito come Mehari dalla USC’s School of Cinematic Arts, con il suo Imperial Dreams che segue le orme di un giovane aspirante scrittore, uscito di galera e subito risucchiato dal giro delle cattive compagnie di Watts. Un altro regista nero nativo di LA, Justin Simien, è stato premiato col Premio Speciale della Giuria come Miglior Talento Emergente nella categoria dei film drammatici statunitensi, con Dear White, che offre uno spaccato ironico della Winchester University alle prese con l’immaginario postrazziale dominante nell’America di Obama.

Molto significativo il premio della regia nella categoria dei film drammatici statunitensi, andato a Cutter Hodierne, regista di Fishing Without Nets, che racconta la vita di un giovane somalo coinvolto nella pirateria per sostenere la famiglia in Yemen.
Il Premio Speciale della Giuria nella categoria drammatica per l’audacia nella scrittura cinematografica è stato attribuito a We Come as Friends di Hubert Sauper, atteso travelogue sul Sudan sconvolto da una guerra civile di cui i media hanno smesso di occuparsi da tempo.
L’auspicio è che almeno alcuni di questi film siano finiti nel mirino di selezionatori di festival e buyer italiani.

[Leonardo De Franceschi]

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