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domenica 22 giugno 2014

Carta bianca in sala contro l'indifferenza

Il giorno di San Valentino del 2010, a Ferrara, un giovane marocchino, Sahid Belamel, è morto assiderato sul ciglio della strada tra l’indifferenza dei passanti. Un episodio che ha ispirato il regista Andres Arce Maldonado per la sua opera seconda, Carta bianca, con Mohamed Zouaoui, Tania Angelosanto, Patrizia Bernardini e Valentina Carnelutti, in uscita il 26 giugno con Distribuzione Indipendente.

Il film intreccia tre storie, due con protagonisti immigrati e una su un’italiana, "per parlare della paura dell’altro e di noi stessi", spiega lo sceneggiatore Andrea Zauli. Dopo la morte di Sahid, "il sindaco e il vescovo di Ferrara avevano pubblicato insieme un suo necrologio per denunciare l’atteggiamento di indifferenza", dice Maldonado, colombiano che da anni lavora in Italia come direttore della fotografia, ad esempio per i documentari di Elisabetta Sgarbi. Come la sua opera prima, la commedia nera Falene (2009), anche stavolta Maldonado ha girato in regime di autoproduzione, a bassissimo budget (15 mila euro) e in tempi molto ristretti, 25 giorni.

La trama è ambientata alla vigilia di san Valentino nella periferia romana: "Abbiamo girato soprattutto a Corviale, senza permessi, rischiando la notte, nelle scene in strada, di venire investiti. Abbiamo anche incontrato qualche criminale locale poco contento che girassimo là". Tra i protagonisti della storia c’è Kamal (Zouaoui), marocchino che vivacchia spacciando droga nella biblioteca di quartiere. La possibilità di avere il permesso di soggiorno lo spinge ad azioni che mai avrebbe immaginato. L’immigrato è infatuato di Vania (Tania Angelosanto), che si è lasciata alle spalle un passato da prostituta lavorando come badante per un vecchio strozzino. La morte improvvisa dell’uomo la potrebbe rendere finalmente libera. Infine Lucrezia (Patrizia Bernardini), imprenditrice disillusa, rabbiosa e sola, finita in mano agli usurai.

Il tunisino Mohamed Zouaoui, con un passato di calciatore e animatore turistico ma attivo da anni nella fiction e nel cinema (L’ultimo pulcinella, Il padre e lo straniero), non è nuovo a ruoli da protagonista. Nel 2010 è stato premiato come Miglior attore rivelazione ai Golden Globes della stampa estera in Italia per il suo ruolo ne I fiori di Kirkuk di Fariborz Kamkari. Nel cast spicca la presenza anche di altri attori afrodiscendenti in forza al cinema italiano, come Djibril Kébé (indimenticato protagonista di Lettere dal Sahara di De Seta) e Gamey Malatesta Guilategui.

[Leonardo De Franceschi]

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