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venerdì 27 luglio 2007

Immagini d'Africa alla Mostra di Venezia

E’ stata presentata ieri la 64. edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che si svolgerà dal 29 agosto all’8 settembre al Lido. Un appuntamento che quest’anno si presenterà ricco di proposte anche per cinefili, studiosi e appassionati di cinema africano, con ben due film di registi africani selezionati in concorso, un omaggio ad Ousmane Sembène in apertura del festival e la retrospettiva della sezione Corto Cortissimo dedicata al Marocco. Questi gli eventi "panafricani" da non perdere.
A contendersi il Leone d’Oro con altri 20 registi troviamo il maestro egiziano Youssef Chahine (Le Chaos) e l’attore e regista tunisino, anche se francese d’adozione, Abdellatif Kechiche (La Graine et le mulet). A tre anni di distanza da Alexandrie... New York, Chahine torna dietro la macchina da presa e lascia lo stile autobiografico di molti suoi film per tracciare con Le Chaos una complessa storia corale in cui diverse schermaglie amorose si fondono e si confondono sullo sfondo della corruzione della polizia nel quartiere cosmopolita di Choubra, al Cairo. Con La Graine et le mulet, Kechiche continua il suo viaggio nella comunità maghrebina in Francia (dopo La Faute à Voltaire et L’Esquive), attraverso la storia di una famiglia di Sète che ritrova l’unità cercando di inseguire a tutti i costi il sogno del padre, lavoratore portuale distrutto dalla fatica che vuole aprire un ristorante.
Per il doveroso omaggio al maestro senegalese Ousmane Sembène, scomparso lo scorso 9 giugno e considerato il padre del cinema africano, il 29 agosto in Sala Volpi sarà proiettato il film Mandabi (Le mandat): primo lungometraggio a colori di Sembène, presentato nel 1968 proprio alla Mostra di Venezia, e tratto dal suo omonimo romanzo, satira tagliente e ritratto impietoso della nuova borghesia africana a pochi anni dall’indipendenza, fra tradizioni patriarcali antiquate e una burocrazia negligente e rapace. Un’occasione in più per ricordare un pioniere, sempre lucido e combattivo, che a Venezia ha avuto due momenti di gloria, nel 1988, con il Gran premio speciale della giuria a Camp de Thiaroye, e nel 1992, con la Medaglia d’oro del Presidente del Senato per il film Guelwaar.
Uno spazio africano anche nella sezione Corto Cortissimo. Con la Retrospettiva Marocco, avremo modo di (ri)scoprire alcuni dei cortometraggi più importanti del nuovo cinema marocchino, con titoli realizzati nel 2005 e 2006, con due eccezioni: Une place au soleil (2004) di Rachid Boutounes e Chiens errants (1995) di Yasmine Kassari (il corto rivelazione della regista di L’Enfant endormi). Fra i titoli da segnalare, Sang d’encre (2005) della giovane regista Leila Triqui, Casa (2006) di Ali Benkirane, presentato con successo a molti festival internazionali, Mawal (2005) di Mohamed Chrif Tribak (che ha ora in progetto un lungometraggio a quattro mani con Hicham Falah) e due corti di attori passati dietro la macchina da presa: Rachid El Ouali (Le Défunt, 2006) e Mohamed Miftah (Accord parental, 2005). Per l’elenco completo dei corti marocchini e maggiori informazioni sul programma generale del festival, rimandiamo al sito ufficiale della Biennale.

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