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mercoledì 10 giugno 2015

Domani un incontro su William Demby all'AAR

Da domani, giovedì 11 giugno, presso l’American Academy in Rome (via Angelo Masina, 5) prende il via una serie di incontri sul lavoro degli artisti afroamericani e più in generale afrodiscendenti nella sfera culturale italiana. Il primo "caso" oggetto di riflessione è William Demby (1922-2013), straordinaria figura di intellettuale afroamericano, attivo a cavallo fra letteratura e cinema nell’Italia di circa quattro decenni, dai Cinquanta agli Ottanta. L’incontro verrà coordinato da due moderatori, Silvia Lucchesi, direttrice del festival Lo Schermo d’arte di Firenze, e dallo storico dell’arte Christian Caliandro.

Originario di Pittsburg, poco più che ventenne William Demby fu arruolato nella 92a divisione dei Buffalo Soldiers, e sul fronte collaborò alla rivista dell’esercito Stars and Stripes. Dopo essersi laureato alla Fisk University, Demby tornò a Roma, dove si stabilì sposandosi nel 1950 con la sceneggiatrice Lucia Drudi. Sempre nel 1950 pubblicò il suo primo romanzo, Beetlecreek (Festa a Beetlecreek, tradotto da Fernanda Pivano), ambientato in una località di provincia degli States e solo quindici anni dopo (1965) il secondo, The Catacombs (Le catacombe, tradotto nel 1967 da Lucia Drudi), ambientato nella Roma della Hollywood sul Tevere e della Dolce vita. In questo quindicennio, collaborò con molti artisti e letterati attivi nella capitale, scrivendo alcuni testi di canzoni per Laura Betti.

Fino al 1965 visse stabilmente nella capitale, lavorando spesso come sceneggiatore e dialoghista o traduttore verso l’inglese di sceneggiature, in collaborazione con Fellini, Rossellini (Europa ’51) e altri registi. Eccezionalmente, è apparso come attore in un film raro di Camillo Mastrocinque del 1952, Il peccato di Anna, nel quale recita nel ruolo di un jazzista americano a Roma ossessionato dal rimorso di un delitto per il quale è stato condannato ingiustamente un amico d’infanzia poi diventato un noto attore di teatro. In seguito, dopo il divorzio dalla prima moglie, Demby si è ritrasferito nel 1965 negli Stati Uniti ma è tornato spesso in Italia per lunghi soggiorni nella sua villa fuori Firenze.

[Leonardo De Franceschi]

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