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domenica 11 ottobre 2015

Festa di Roma. Tutto qui

Il 16 ottobre prenderà il via la decima edizione della Festa del Cinema di Roma, così ribattezzata dopo l’ennesimo rimpasto nella direzione, ora affidata ad Antonio Monda. In tutte e nove le edizioni che hanno preceduto questa in arrivo, in programma fino al 24, per introdurre il programma abbiamo avuto bisogno di scrivere un articolo, ospitato perlopiù nella rubrica Prima pagina. Quest’anno ci ritroviamo a scrivere una breve news perché, molto semplicemente, l’Africa e gli afrodiscendenti, compresa la cultura cinematografica black, sono pressoché assenti dalla programmazione. Non possiamo e non vogliamo fare finta che così non sia.

Non solo a scorrere i 37 titoli della selezione ma anche i numerosi altri che riempiono la programmazione collaterale, siamo riusciti a trovare solo quattro titoli quattro degni di una menzione in questa sede. Un paio li citiamo per spirito di completezza e interesse alla dimensione attoriale e rappresentazionale. Ci riferiamo in particolare ad Alaska di Claudio Cupellini, presentato come un melodramma fiammeggiante ambientato a Parigi, che schiera nel suo parterre di attori anche due nomi di punta del parco attoriale franco-maghrebino come Roschdy Zem e Lubna Azabal, per la prima volta arruolati in un film di produzione maggioritaria italiana - Zem aveva partecipato in verità a tre film di coproduzione minoritaria (Niente baci sulla bocca, 1992; Una vita al rovescio, 2000; Vai e vivrai, 2005).

Il secondo titolo che teniamo dentro al nostro consueto screening preventivo, per interesse stavolta dettato da un universo raccontato, in cui la comunità diasporica gioca sempre un ruolo dominante, è Rio 40 Graus di Nelson Pereira dos Santos, considerato fra i capolavori di uno dei maestri del cinema novo brasiliano, e girato in una favela di Rio de Janeiro, per seguire neorealisticamente le vicende di cinque bambini di strada, in una domenica come tante.
Nella sezione Riflessi, segnaliamo Watatu, girato a Mombasa (Kenia) dall’attore britannico Nick Reding. Il film, cui ha contribuito creativamente l’associazione SAFE, specializzata nella realizzazione a scopo terapeutico-didattico di performance e film su conflitti sociali scottanti, affronta il tema del dilagare del radicalismo religioso fra i giovani e vede protagonista due amici di vecchia data, che si rincontrano a Mombasa e si trovano a gestire una situazione esplosiva innescata dall’adesione del nipote di uno dei due a una comunità radicale islamica.

L’ultimo evento, politicamente e simbolicamente il più rilevante per noi, è la proiezione di Mediterraneo, la nostra frontiera liquida, curato da Gabriella Guido e Rosalba Ferba, con le immagini del fotografo Massimo Sestini, vincitore del Word Press Photo 2015, con lo scatto del barcone dei migranti al largo delle coste libiche, e il commento di Erri De Luca. La proiezione è prevista al MAXXI il 16 ottobre alle ore 16:00, in occasione della giornata inaugurale della Festa.
“Cosa ci fa difetto per non stare con gli acrobati di oggi, saltatori di fili spinati e di deserti, accatastati in viaggio nelle camere a gas delle stive, in celle frigorifere, in container, legati ai semiassi di autocarri?”, scrive lo scrittore e poeta Erri De Luca. Questo video, realizzato e prodotto dalla campagna LasciateCIEentrare - Mai più Cie, parla di uomini e donne e bambini, che quotidianamente solcano mari, attraversano terre e confini e frontiere. Che cercano nuovi paesi dove vivere.

[Leonardo De Franceschi]

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