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domenica 25 ottobre 2015

Da oggi il Tertio Millennio Fest

Sarà inaugurata domenica 25 ottobre la 19. edizione del Tertio Millennio Film Fest, rassegna della Fondazione Ente dello Spettacolo che si rinnova nel segno del dialogo interreligioso e interculturale, in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura, il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e le Comunità cattolica, protestante, ebraica e musulmana.
La 19. edizione del Festival sarà inaugurata dal Concerto Dialogo in musica, domenica 25 ottobre alle ore 18.00 alla Casa del Cinema a Villa Borghese, che avrà come protagonisti musicisti di diverse culture, proposti dalle Comunità religiose coinvolte.

Nel programma (25-30 ottobre), che comprende più di 30 film tra anteprime, eventi speciali e incontri con gli autori e verrà programmato fra la Casa del Cinema e il Cinema Trevi-Cineteca Nazionale, spicca una serie consistente di film di interesse africano e diasporico.
Fra i titoli inediti o recentissimi, segnaliamo Les Avalés du bon Dieu, corto togolese di Maxime Kossivi Tchincoun, sull’esperienza della migrazione verso l’Europa, raccontata dal punto di vista di chi rimane; e Don’t Cry for Me, Sudan, doc diretto dal coreano Goo Soo-Hwan, sulla vita del medico salesiano coreano John Lee, ribattezzato lo Schweitzer coreano, impegnato con la sua missione sanitaria nel Sudan del sud.

La rassegna propone tra gli altri anche Loin des hommes, di David Oelhoffen, presentato alla mostra di Venezia, sulla relazione fra due uomini su opposti fronti nell’Algeria del 1954, e tre titoli italiani recenti: Napolislam di Ernesto Pagano, documentario sulla comunità islamica di Napoli, vista da un giornalista e traduttore al suo primo doc; L’amore non perdona, di Stefano Consiglio, storia d’amore di sapore fassbinderiano fra un giovane marocchino e una matura infermiera franco-italiana; e Pitza e datteri di Fariborz Kamkari, gustosa commedia multikulti girata a Venezia, e centrata su una moschea trasformata in un coiffeur, interpretato da una folta schiera di interpreti afrodiscendenti, dal giovanissimo Mehdi Meskar al veterano Hassani Shapi, passando per Maud Bouquet, Esther Elisha, Gaston Biwolé.

La programmazione offre anche titoli più noti e meno recenti come Timbuktu di Abderrahmane Sissako, candidato all’Oscar e vincitore di 7 premi César, sulla resistenza della popolazione locale a un’unità djhadista che impone il rispetto di regole assurde dopo la conquista di una cittadina del nord del Mali; Il principe del deserto, colossal storico girato da Jean Jacques Annaud in Tunisia, sulla lotta fra due emiri nell’Arabia degli anni Trenta per assicurarsi i proventi di un ricco giacimento di petrolio ai confini fra i due territori, con Tahar Rahim; e infine Vai e vivrai di Radu Mihaileanu, coproduzione anche italiana sulle vicende di un ragazzino eritreo fatto passare per ebreo e adottato da una famiglia israeliana.

[Leonardo De Franceschi]

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