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lunedì 30 novembre 2015

33 TFF. Premi anche a Ferhani e Santarelli

Chiusi i battenti sull’edizione numero 33 del Torino Film Festival con un incremento significativo di presenze, ci piace sottolineare tre riconoscimenti in particolare, nella lunga lista dei premi ufficiali e collaterali attribuiti nel corso della serata di chiusura, sabato 28 novembre

INTERNAZIONALE.DOC La Giuria di Internazionale.doc, composta da Maja Bogojevic, Leonardo Di Costanzo, Marie Losier, ha assegnato il premio Miglior film per Internazionale.doc (€ 5.000) a:
FI RASSI ROND-POINT di Hassen Ferhani (Algeria/Francia, 2015)
con la seguente motivazione:
Per la precisione, il rigore, la pertinenza delle scelte che permettono di trasformare un luogo di lavoro duro e di morte in una serie di tableaux vivants colmi di delicatezza, ironia e calore umano.

PREMIO AVANTI La Giuria del Premio AVANTI (Agenzia Valorizzazione Autori Nuovi Tutti Italiani) composta da Danilo Monte (regista), Alessandro Uccelli (Cineforum), Andrea Zanoli (Lab 80 Film) propone, per la distribuzione nel circuito culturale curata da Lab 80 film, il seguente film:
DUSTUR di Marco Santarelli (Italia, 2015)
con la seguente motivazione:
Per la capacità di raccontare il fondamento umanistico delle costituzioni moderne e le contraddizioni del processo democratico, con una forma cinematografica solida e coerente, che riesce a superare limiti fisici e culturali, come il carcere, le sovrastrutture linguistiche e quelle religiose.

PREMIO GLI OCCHIALI DI GANDHI
Assegnato dal Centro Studi “Sereno Regis” (Torino), la cui Giuria, composta da Eliana Cantone, Teodoro Cavalluzzo, Angela Dogliotti, Pierandrea Moiso, Carlo Griseri, assegna il Premio Gli Occhiali di Gandhi al film:
DUSTUR di Marco Santarelli (Italia, 2015)
con la seguente motivazione:
Citando dal film: "Per creare una società buona gli individui devono essere in relazione, consultarsi tra loro e agire in base ai propri accordi. Non si faccia discriminazione in base a posizione sociale, ricchezza, fama, religione. Affinché la società si sviluppi culturalmente, moralmente e sia coesa, è necessario che si proceda in accordo con l’opinione della maggioranza, e che si avvicini alla classe dei più deboli e poveri, dialoghi con loro e prenda in considerazione le loro richieste".

[Leonardo De Franceschi]

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