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martedì 2 febbraio 2016

Sundance 2016: Black Indie Is Better

Il 30 gennaio sono stati annunciati i premi del Sundance Film Festival, vetrina di riferimento del cinema indipendente che conta. Le attese di molti non sono andate deluse: la parte del leone l’ha fatta il film più acclamato, il dramma di Nate Parker The Birth of a Nation, sulla rivolta degli schiavi in Virginia guidata da Nat Turner nel 1831. Al film di Parker è andato il Gran Premio della Giuria e il Premio del Pubblico, com’era successo negli ultimi anni anche a Precious (Lee Daniels, 2009), Ultima fermata Fruitvale Station (Ryan Coogler, 2013), e Quel fantastico peggior anno della mia vita (Alfonso Gomez-Rejon, 2015). Il film negli Stati Uniti sarà distribuito dalla Fox, per capire che succederà nel mercato italiano c’è ancora da attendere.

Nel palmares segnaliamo altri due riconoscimenti a film target oriented. Il Premio speciale della giuria per l’impatto sociale è andato allo statunitense Trapped di Dawn Porter, sull’impatto delle campagne antiabortiste nelle cliniche degli stati del Sud. Il Premio speciale della giuria per la recitazione (performance individuale maschile) è stato attribuito a Craig Robinson per Morris from America, scritto e diretto da Chad Hartigan, un racconto di formazione che ha per protagonista un ragazzino afroamericano tredicenne che fa i conti con i problemi dell’adolescenza nella cittadina tedesca di Heiderberg, dove vive col padre.

Un’altra buona notizia viene invece dal versante cortometraggi, visto che Maman(s) della franco-senegalese Maïmouna Doucouré si è portato a casa il Gran Premio come miglior cortometraggio internazionale. Protagonista dello short è la piccola Aida di otto anni, che davanti all’arrivo di una giovane co-sposa del padre, Rama, e alla reazione sconvolta della madre, decide di prendere il destino della famiglia in mano.

[Leonardo De Franceschi]

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