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giovedì 6 settembre 2007

Festivaletteratura: dall'Africa a Mantova

Giunto all’undicesima edizione, il Festivaletteratura di Mantova ha riservato un ruolo speciale all’Africa: non solo con il singolare ed importante evento del WikiAfrica Workshop - come già segnalato in una precedente news - ma anche attraverso una serie di incontri con scrittori africani. Nella gigantesca kermesse di eventi - più di 200 appuntamenti tra letture, incontri, proiezioni e spettacoli - segnaliamo quelli legati all’Africa, che vedono tra gli altri la presenza di due grandi autori dalla Nigeria (il Nobel Wole Soyinka) e dal Sudafrica (Antjie Krog, autrice divenuta celebre per il suo libro sulla riconciliazione post-apartheid).

Antjie Krog con Itala Vivan e Marcello Flores
"Verità, riconciliazione: una storia sudafricana", venerdì 7 settembre, Campo Canoa, ore 15.15
L’autrice ha seguito come cronista della radio sudafricana i lavori della Commissione per la Verità e Riconciliazione: un’esperienza straordinaria che ha raccontato nel suo libro Terra del mio sangue e di cui parlerà con Vivan e Flores.

Antjie Krog con Itala Vivan
Chiostro di San Barnaba, sabato 8 settembre, ore 19.15
Antje Krog è una scrittrice sudafricana di lingua afrikaans. Figlia di una famiglia tradizionalista di proprietari terrieri, fece subito scandalo pubblicando al liceo una poesia dedicata al giorno in cui "neri e bianchi/mano nella mano" avrebbero portato la pace nel Sudafrica dell’apartheid. Krog è autrice di otto raccolte di poesie, non ancora tradotte in Italia, che presenterà insieme ad Itala Vivan, esperta di letteratura africana.

Wole Soyinka con Alessandra Di Maio
"Sul far del giorno: Poetry Reading", venerdì 7 settembre, Chiostro di San Barnaba, ore 19.15
Un reading di poesia di Wole Soyinka, Premio Nobel per la Letteratura nel 1986. "Scrivere è una compulsione. Non sono sicuro che i grandi poeti abbiano bisogno di incoraggiamento, ma è sempre necessario che chi scrive, in qualunque condizione si trovi, abbia modo di far conoscere la propria voce".

Wole Soyinka con Peter Florence
Piazza Castello, domenica 9 settembre, ore 18
L’ultimo appuntamento del festival, quello che in qualche modo sigla la rassegna proiettandola verso la prossima edizione, vede di nuovo protagonista il nigeriano Wole Soyinka: considerato tra i più autorevoli intellettuali africani, poeta, drammaturgo, capace di conciliare la tradizione del proprio paese con gli influssi del teatro occidentale. "Ci saranno sempre punti di vista contrapposti (...) il mondo pluralistico e multiculturale, volenti o nolenti, è una realtà che è troppo tardi per eliminare".

Randa Ghazy con Lella Costa
"In bilico tra due mondi", Piazza Virgiliana, sabato 8 settembre, ore 10.30
Dopo il clamoroso debutto a soli quindici anni con Sognando Palestina, Randa Ghazy - nata in Italia da genitori egiziani - non ha più smesso di scrivere, divenendo una delle giovani scrittrici italiane più promettenti. Per Oggi forse non ammazzo nessuno. Storie minime di una giovane musulmana stranamente non terrorista, l’autrice prende spunto con ironia e leggerezza dalla sua esperienza di immigrata di seconda generazione e ne parla con l’attrice Lella Costa.

Abdourahman A. Waberi con Itala Vivan
"Un mondo al contrario", sabato 8 settembre, Palazzo d’Arco, ore 11.30
Nel suo ultimo romanzo, Stati Uniti d’Africa, Abdourahman A. Waberi - scrittore nato a Gibuti - inventa un mondo alla rovescia dove la ricca, moderna e potente confederazione degli Stati Uniti d’Africa mal sopporta un’Europa e un’America dilaniate dalle guerre etniche, segnate dalla miseria e dalle malattie e che scaricano ogni giorno sulle coste africane centinaia di disperati dalla pelle bianca e dai vestiti laceri, in cerca di un futuro migliore in Africa. Da segnalare che da questo romanzo è nato anche un film, un libero adattamento dal titolo Africa Paradis del regista beninese Sylvestre Amoussou, che sta avendo in Francia un’accoglienza calorosa ed è stato presentato con successo a molti festival internazionali, tra cui Cannes e il Fespaco di Ouagadougou.

Lawa Tokou con Marco Aime
"Un griot del nostro tempo", domenica 9 settembre, Palazzo d’Arco, ore 15
Le parole di Lawa Tokou, un cantastorie che vive nel Benin settentrionale, ci rendono partecipi della saggezza del suo popolo, i Taneka, attraverso una serie di racconti orali tramandati di generazione in generazione. Alle storie di Lawa si affiancano le osservazioni di Marco Aime su questo paese che frequenta da diversi anni, offrendo così un duplice sguardo sui rapidi cambiamenti e le contraddizioni in cui si muove l’Africa attuale.

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