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giovedì 11 ottobre 2007

Il cinema e l'ambiente raccontano l'Africa

Si è aperta oggi a Torino la 10. edizione di Cinemambiente, festival dedicato alla tematica ambientale con lungometraggi, documentari e cortometraggi da tutto il mondo. Anche l’Africa ha un ruolo importante all’interno di questa variegata vetrina, anche se più che essere raccontata in prima persona nel festival è presente come sfondo di riflessione di filmaker europei che si confrontano con questioni di grande urgenza. Vi segnaliamo qui di seguito alcuni titoli da tener d’occhio.

DELTA OIL’S DIRTY BUSINESS (Delta - Gli affari sporchi del petrolio)
di Yorgos Avgeropoulos
Grecia, 2006, col., video, 65’
L’altra faccia dello sviluppo globale: il delta del fiume Niger, un tempo paradiso naturale, si è trasformato in un vero e proprio inferno per lo sfruttamento delle risorse petrolifere delle multinazionali occidentali, responsabili con le loro lucrose attività della distruzione di un intero ecosistema. Un’area popolata da più di 20 milioni di persone, è stata colpita dal brutale avvelenamento della flora e della fauna e dalla conseguente alterazione della catena alimentare. Sotto le continue incursioni dei corpi speciali e della polizia nigeriana al soldo delle compagnie petrolifere decise a stroncare ogni possibile protesta, la popolazione indigena ha preso la via della lotta armata. Delta Oil’s Dirty Business mostra, per la prima volta dall’interno, la vita rischiosa dei componenti di uno di questi gruppi, il MEND, Movement for the Emancipation of the Niger Delta, decisi in ogni modo a porre fine alla devastazione della loro terra.

BURKINA FASO: PROTEZIONE DELL’AMBIENTE E RICICLAGGIO
di Damien Riunaud
Svizzera, 2006, col., video, 7’
Realizzato nell’ambito delle attività dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e della ONG piemontese LVIA, il documentario mostra il primo centro di riciclaggio della plastica del Burkina Faso che ha aperto la strada a un nuovo tipo di progetti per lo sviluppo. Il centro fornisce un’opportunità ai poveri di Ouagadougou e nel contempo affronta un problema ambientale che affligge molte città africane. Persino la piccola industria locale ne trae beneficio, poiché la plastica riciclata costa la metà di quella nuova importata dall’estero.

GUINEA PIG
di Antonello De Leo
Italia, 2006, col., video, 17’
Una donna di colore per poter curare la sua bambina malata, quale ultima risorsa, decide di sottoporsi, per denaro, a un esperimento scientifico che ben presto si rivelerà una vera e propria tortura...
Guinea Pig ha ricevuto il patrocinio della sezione italiana di Amnesty International perché ritenuta opera coraggiosa e utile alla causa della lotta contro la tortura perpetrata nel mondo.

DR. MICK E LA FORESTA
di Andrea Balossi Restelli, Bruno Chiaravallotti
Italia, 2006, col., video, 42’
In Tanzania i monti Udzungwa e le loro foreste garantiscono pioggia e condizioni climatiche favorevoli all’agricoltura e alla vita delle popolazioni locali. Il sistema montuoso dell’Eastern Arc è fra i più ricchi al mondo di specie animali e vegetali endemiche e conserva un ambiente naturale immutato da milioni di anni. Il Museo Tridentino di Scienze Naturali alla ricerca scientifica ha affiancato un progetto di cooperazione con le comunità locali per la tutela e la conservazione della foresta. Dr. Mick e la foresta ne illustra la nascita e la diffusione sul territorio.

SHIT AND CHICKS
di Kees van der Geest
Paesi Bassi, 2006, col., video, 10’
Il ritratto di un tranquillo contadino della savana nel Ghana Nord-occidenatale che utilizza una tecnica secolare per nutrire le proprie galline, le cui modalità, seppur riprese dalla videocamera, risultano misteriose. Solo nell’inatteso finale il regista svelerà il segreto dell’agricoltore.

LA FALSA NOTA DI NYAMBE’
Italia/Italy, 2007, col., video, 4’
Master in Tecniche d’Animazione 2006-07 dell’Istituto Europeo di Design di Torino
All’inizio dei tempi non c’era assolutamente nulla. Solo la noia e Nyambé, il creatore dei Bantu… L’immaginazione di Nyambé suggerisce di suonare una “sanza” per scacciare la noia. E lui suona, canta e balla con gran felicità. La prima nota crea il sole, poi la luna, poi il villaggio e i continenti…. Va tutto bene fino a quando giunge una nota stonata. E nasce l’uomo. Poi la donna, e dopo una folla di bambini di tutti i colori: bianchi, neri, gialli, rossi, blu, violetti, zebrati, tigrati… Ecco perché i Bantu dell’Africa non danno importanza al colore della pelle: sanno benissimo che gli uomini sono usciti tutti dalla stessa “sanza”.

MBEUBEUS
di Simona Risi
Italia/Italy, 2007, col., video, 18’
Ogni giorno nella discarica di Mbeubeus arrivano dalla città di Dakar milletrecento tonnellate di rifiuti di ogni genere: domestico, industriale, sanitario. Più di duemila persone vivono a Mbeubeus: chi recupera, chi vende, chi compra, chi ripara e ricicla. Mame Ngor è uno dei trecento ragazzi che lavorano nella discarica come recuperatori. In media un bambino guadagna 1000 Cfa (1,52 Euro) al giorno e per molte famiglie questa entrata è fondamentale per garantirsi la sopravvivenza. Mame Ngor racconta le sue giornate rivelando un mondo che, malgrado i fumi tossici, l’odore persistente e il paesaggio infernale, stupisce per la sua organizzazione e normalità.

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