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mercoledì 7 novembre 2007

Il Palmarès del festival di Montpellier

La 29. edizione del Festival International du Cinéma Méditerranéen de Montpellier si è chiusa il 4 novembre con un Palmarès un po’ scarno nei confronti di film africani.
L’unico fortunato a finire nella premiazione del concorso lungometraggi è stato il film franco-algerino La Maison jaune di Amor Hakkar, che ha ricevuto il Premio del Sostegno Tecnico (4.500 euro in servizi tecnici offerti da GTC). Nel film - ambientato nell’arido paesaggio dell’Aurès, in Algeria, zona di cui è originario il regista - un padre apprende della morte del figlio, avvenuta mentre prestava il servizio militare in un’altra città. Deciso a recuperare la salma del figlio, Mouloud parte con un piccolo mezzo agricolo per un viaggio che si rivelerà ricco di insidie e denso di malinconia.
Una sezione importante del festival era dedicata come ogni anno alle Borse di sostegno allo sviluppo, dedicata a progetti di film in fase di scrittura. In questa sezione declinata al futuro - ai film che si spera vedremo presto sul grande schermo - i progetti africani hanno avuto una parte da leone. Due borse di 7.000 euro - offerte dal Ministero degli Esteri francese e dall’Organizzazione Internazionale della Francofonia - sono state assegnate al regista franco-algerino Fabrice Benchaouche per il progetto del film Le Gardien des chaussures ed al regista tunisino Lotfi Achour per il progetto di film Tunis blues ou le rêve de Noé.
Altri premi sono andati alla regista egiziana Maggie Morgan, a cui è stata offerta una "residenza di scrittura" presso il Centre des écritures cinématographiques Le Moulin d’Andé per il progetto di film Leila et moi, e al regista e produttore tunisino Ibrahim Letaief, che ha ricevuto una menzione per il suo progetto di film, 7, avenue Habib-Bourguiba.

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