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giovedì 10 gennaio 2008

Berlino 58: un film sull'Eritrea

Quasi completo il programma del prossimo festival di Berlino (7-17 febbraio 2008). Accanto agli otto titoli già annunciati nel dicembre scorso, altri nove film sono stati invitati a far parte del concorso per l’assegnazione dell’Orso d’oro e dell’Orso d’argento. Tra questi, Feuerherz (Heart of Fire), basato sull’omonimo bestseller di Senait Mehari, una coproduzione diretta dall’italiano - e tedesco di adozione - Luigi Falorni, che già incantò Berlino con La storia del cammello che piange.
Heart of fire è basato sul libro autobiografico di Senait Mehari, in cui la giovane cantante tedesca di origine eritrea ha raccontato la sua infanzia d’inferno al mondo intero. Nata tra il 1974 e il 1976 ad Asmara, roccaforte di un’Eritrea allora impegnata in una feroce e lunga guerra di indipendenza contro l’Etiopia, Senait ha pagato la colpa di essere venuta alla luce sulla linea del fronte che divideva due mondi spezzati da un odio profondo, figlia di una coppia mista. Prima la madre tenta di liberarsene chiudendola in una valigia, quindi sarà il padre ad abbandonarla in un campo di addestramento dei ribelli del Fronte di liberazione dell’Eritrea (Elf), dove a 6 anni appena le mettono in braccio un kalashnikov, tentando invano di farne una guerriera.

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