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martedì 22 gennaio 2008

Immagini d'Africa a Biarritz

Si apre oggi la 21. edizione del Festival International de Programmes Audiovisuels (FIPA), che si terrà fino al 27 gennaio a Biarritz, storica cittadina francese dei Pirenei, affacciata sull’Atlantico. In cartellone, nelle differenti sezioni competitive e non, anche alcuni interessanti titoli di registi africani o che indagano su questioni centrali dell’Africa contemporanea.
Tra i documentari in concorso, segnaliamo naturalmente lo splendido viaggio nella musica arabo-andalusa Nuba d’or et de lumière della marocchina Izza Genini, che abbiamo presentato in anteprima italiana a Panafricana 2007. In concorso anche un’altra regista, Katy Lena Ndiaye, con un documentario di produzione belga sulle donne di un villaggio nel deserto della Mauritania che praticano la pittura tradizionale della case: En attendant les hommes. Il Sudafrica contemporaneo, visto dal punto di vista dei giovani, è il tema affrontato da due documentari inglesi: Soweto Strings di Mark Kidei, sulla storia di una musicista inglese che ha fondato una scuola di musica popolare nella bidonville di Soweto, e 21 Up South Africa di Angus Gisbson, un ritratto corale di 11 ragazzi sudafricani di differenti estrazioni sociali e di diverso colore della pelle filmati dai 7 ai 21 anni in differenti epoche dal 1992 al 2006. Infine, tra i documentari, non poteva mancare un altro ritratto dedicato alla figura di Thomas Sankara, in occasione del ventennale del suo assassinio, Fratricide au Burkina realizzato nel 2006 dai francesi Didier Mauro e Thuy-Tien Ho.
Da segnalare, inoltre, due importanti film di finzione presentati nella sezione dedicata alla produzione cinematografica francese. Innanzitutto, l’ultima fatica dell’algerino Merzak Allouache che affronta con Tamanrasset il tema dell’emigrazione clandestina dal deserto sahariano verso l’Europa: una troupe pubblicitaria si trova nel deserto algerino per un servizio, ma il fotografo Philippe si confronterà poco a poco con una realtà ben più tragica del mondo di lustrini e pailletes cui è abituato.
Un tema altrettanto scottante è quello cui si è ispirato Jean-Pierre Sinapi con il suo film L’Affaire Ben Barka, in cui ricostruisce uno dei più grandi scandali politici della V Repubblica francese. Il 29 ottobre 1965 Mehdi Ben Barka - capofila dell’opposizione di sinistra al re marocchino Hassan II - è a Parigi per discutere di un documentario a cui ha accettatto di collaborare, ma viene portato via da due poliziotti: tre giorni più tardi, la stampa annuncerà il rapimento e la morte del leader marocchino.

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