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martedì 19 febbraio 2008

L'Africa raccontata dalla Ager 3

Produzioni italiane e coproduzioni internazionali che raccontano l’Africa da diversi punti di vista: questa una delle scommesse della società di produzione di Grazia Volpi, la Ager 3.
Il primo progetto africano ad arrivare nelle sale sarà Forse Dio è malato di Franco Brogi Taviani: un documentario sull’Africa scoperta tra le pagine dell’omonimo libro di Walter Veltroni, che uscirà in sala il 29 febbraio per l’Istituto Luce.
Inizieranno invece a settembre le riprese della trasposizione cinematografica del libro di Giancarlo De Cataldo, Il padre e lo straniero: un thriller dai risvolti sentimentali che racconta l’amicizia tra un arabo e un italiano, accomunati dal fatto di essere entrambi genitori di figli con handicap. A dirigere il film sarà Ricky Tognazzi, ma il cast non è ancora stato deciso.
Infine, è in fase di preproduzione Violence del sudafricano Khalo Matabane: una storia originale, ma ispirata a diversi fatti di cronaca avvenuti in Sudafrica; un film che affronta la situazione del proprio paese in maniera socialmente trasversale, descrivendo gli ambienti ricchi, ma anche le bidonville. Non sarà un film violento, ma parlerà della violenza. Le azioni si svolgono nel presente, ma i personaggi sono condizionati dal peso di un passato travagliato, segnato dall’apartheid. Uno dei ruoli principali sarà assegnato a Presley Chweneyage, il protagonista di Tsotsi di Gavin Hood, Oscar per il miglior film straniero nel 2006.

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