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lunedì 19 febbraio 2007

Falorni e Distilo da Berlino all'Africa

Tra i ventidue progetti presentati nei giorni scorsi al Co-Production Market della 57. Berlinale, fa spicco l’esordio nella finzione di Luigi Falorni (La storia del cammello che piange). Heart of Fire, prodotto dalla Beta Cinema, è tratto dall’autobiografia di Senait Mahari, la cui storia ha dell’incredibile: nata ad Asmara nel 1973 da una coppia mista etiope/eritrea e scampata a due tentativi di infanticidio da parte dei genitori, ad appena 7 anni Senait (il cui nome vuol dire pace in amarico) è stata rapita insieme a due sorelle dai ribelli dell’Eritrean Liberation Front, arruolata a forza e costretta a combattere nella guerra civile che, con strascichi vari, tormenta tuttora il Corno d’Africa. Uscita segnata da tre anni di violenze e soprusi inimmaginabili, Senait e le sorelle hanno infine ritrovato il padre che le ha portate ad Amburgo. Dopo il lieto fine, la fama: la magnetica Senait ha pubblicato due anni fa un fortunato album d’esordio (Mein Weg) e a luglio l’autobiografia da cui Falorni prenderà le mosse.
Sempre alla Berlinale, nel Talent Project Market è stato presentato anche il progetto di Domenico Distilo, rivelazione della scorsa edizione con il documentario Inatteso: When Elephants Fight - il titolo allude al noto proverbio africano secondo cui, quando gli elefanti lottano, a rimetterci è sempre l’erba - si occuperà di un altro tragico conflitto dimenticato, quello tra musulmani e cristiani, che lacera il Sudan.

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