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venerdì 27 novembre 2009

Cinema e Donne premia Aïssa Maïga

Alla 31. edizione del Festival Internazionale di Cinema e Donne di Firenze (17-22 novembre), diretta come sempre da Paola Paoli del Laboratorio Immagine Donna, il Premio Gilda 2009 è andato all’affascinante attrice franco-senegalese Aïssa Maïga.
Un premio che intende valorizzare la tenacia di una giovane interprete, a simbolo di tutto il cinema e di tutta la cultura africana, nelle sue mille sfaccettature.
Come recita la motivazione del Premio Gilda 2009, sul sito del festival:

“Il Premio Gilda è un premio alla carriera e Aïssa Maïga è poco più che trentenne. Ma tutto per lei è andato molto in fretta, forse perché la sua terra d’origine, l’Africa, sta marciando a ritmi di sviluppo impressionanti.
Nasce nel 1975, a Dakar, padre del Mali e madre tra Senegal e Gambia e vi rimane solo quattro anni. Poi, arriva in Francia e a Parigi cresce in lei, liceale di appena diciassette anni, la voglia di recitare; s’iscrive alla facoltà di Teatro di Saint Denis e, grazie ad una zia attrice, comincia ad ottenere piccoli ruoli, tra cortometraggi e commedie musicali. Il suo primo vero film, in cui si fa notare, è del 1996, Saraka Bo di Denis Amar.
Da quel momento, inizia una carriera fulminante, sia in televisione, dove appare nella celebre serie dell’ispettore Cordier, beniamino anche delle nostre serate tv, sia in cinema, dove conquista una buona visibilità in Francia con grandi registi come Claude Berri (L’un reste, l’autre part), Alain Tanner (Jonas e Lila), Cédric Klapisch (Les Poupées russes), Brigitte Roüan (Travaux), Michael Haneke (Caché ).
Ma è con Bamako di Abderrahmane Sissako che torna all’Africa delle radici e conquista il successo internazionale a Cannes 2006 e la nomination al César come Migliore Promessa Femminile.
Lei sarà all’altezza della sfida, studiando discretamente l’italiano e il nostro pasticciato modo di vivere in Bianco e Nero di Cristina Comencini e poi, nello straordinario ruolo di Sara, la protagonista del bellissimo noir Quand la ville mord di Dominique Cabrera, che presentiamo in anteprima.
Una ragazza di ora, in cui arte e vita, passato e presente, si mescolano in tonalità forti, che smantellano, in un ritmo serrato, secoli di storia.”

[Maria Coletti]

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