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martedì 1 dicembre 2009

Africa: razzismo al Museo

Una intimidazione a sfondo razzista al «Museo di arte contemporanea» di Casoria: un bambolotto di colore è stato infilzato come un crocifisso sulle sbarre del cancello del «CAM», il museo diretto da Antonio Manfredi che dal 5 dicembre al 28 febbraio ospita una mostra sull’arte africana. La scoperta inquietante è stata fatta ieri dallo stesso Manfredi che, con i suoi collaboratori, si stava recando nella struttura per gli ultimi ritocchi all’allestimento della mostra.
«E’ stato un gesto di razzismo vero e proprio, uno shock. Perché - come ha dichiarato Manfredi - è vero che siamo abituati come museo a Casoria a stare sempre in lotta per sopravvivere, ma nell’arte non ci aspettavamo mai azioni di questo tipo che testimoniano una volontà razzista. Nell’arte non pensiamo mai alle ghettizzazioni, noi vogliamo stare al di sopra di queste diversità. L’obiettivo della mostra infatti è mostrare che anche in situazioni di difficoltà la cultura vince, permane e dà la forza per andare avanti. Tutte le opere in mostra vogliono raccontare che l’Africa non è solo fatta di immigrati disperati, ma ci sono anche artisti e intellettuali».
Numerose le associazioni e comunità di immigrati e rifugiati africani che il «CAM» ha attivato per la realizzazione del progetto. Dall’associazione Rifugiati di Napoli, a Laici Terzo Mondo, l’Ufficio Diocesano Migranti, la Comunità di S.Egidio, Medici senza frontiere, Ufficio Migrazioni della Cgil, il Centro sociale autogestito «Ex - Canapificio».
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

[Maria Coletti]

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