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mercoledì 13 gennaio 2010

Hend Sabri testimonial per il World Food Program

La scorsa notte, l’attrice tunisina Hend Sabri, diventata una stella di prima grandezza del cinema egiziano, ha partecipato a una conferenza stampa del World Food Program delle Nazioni Unite in veste di ambasciatrice nella lotta contro la povertà. La Sabri, lanciata poco più che adolescente dal film storico tunisino Les silences du palais (I silenzi del palazzo) diretto nel 1994 da Moufida Tlatli, ha intepretato nell’ultimo decennio diversi titoli di punta del cinema egiziano, tra cui Omaret yakobean/Yacoubian Building, kolossal del 2006 diretto da Marwan Hamed. Alla conferenza stampa, l’attrice teneva in mano una tazza rossa, dicendo che sarebbe bastata a contenere il cibo necessario per sfamare un bambino: «Costa solo una lira egiziana (0.13 centesimi di euro), il che significa che se ognuno di noi versasse 365 lire l’anno (46.13 euro), potrebbe tenere in vita un bambino per un anno intero».

La tazza rossa è uno dei numerosi progetti portati avanti dal WFP per combattere la fame. Nello scorso anno, a causa della crisi economica globale, il numero delle persone a rischio si è impennato vertiginosamente, con più di un miliardo di soggetti a rischio giornaliero, il più dei quali vivono nei paesi in via di sviluppo (circa 915 milioni). Sponsorizzata dalla Garnier, la conferenza stampa del WFP si è tenuta all’Hotel Semiramis del Cairo, alla presenza di altre due star del cinema egiziano, entrambi ambasciatori delle Nazioni Unite, Yousra e Mahmoud Yassin.
Dopo alcune visite recenti della Sabri ai territori occupati palestinesi e in Siria, in cui l’attrice ha conosciuto persone assistite dal WFP e ha potuto toccare con mano l’impatto del lavoro dell’agenzia sulle vite di queste persone, la giovane star ha dichiarato che è possibile combattere la povertà, che la povertà è il maggiore nemico dello sviluppo e della democrazia e che nessuno può esercitare i propri diritti e doveri se è affamato. «Gli artisti in particolare - ha aggiunto la Sabri, che sta promuovendo anche a un progetto di database su internet sulle ONG arabe - hanno una responsabilità sociale, ma questo non significa che salveremo il mondo, perché non spetta a noi. Spetta a enti come le Nazioni Unite che usano noi per raggiungere il nostro pubblico, la cui principale fonte di informazione sono i media. Il nostro ruolo è di facilitare il lavoro delle Nazioni Unite»

Fonte: Al-Masry Al-Youm.

[Leonardo De Franceschi]

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