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martedì 19 gennaio 2010

La guerra di Biserta vista da Ben Ammar

Secondo Jeune Afrique, il regista tunisino Abdellatif Ben Ammar sta ultimando la lavorazione del suo quinto film, Les Blessures des palmiers (Le ferite delle palme), già annunciato come L’avenue des palmiers blessés in occasione dell’inizio delle riprese, a febbraio 2009. Il film è centrato su un episodio controverso e poco noto della storia nazionale, la guerra di Biserta (1961), che vide contrapposti Francia e Tunisia intorno alla base navale di Biserta per pochi giorni, provocando tuttavia la morte di ben cinquemila soldati.

L’azione, che si svolge trent’anni dopo, nei giorni caldi della prima guerra del Golfo, vede per protagonista una giovane tunisina laureata, ma orfana e disoccupata, Chama. L’amica Nabila, di origine algerina, la ospita a Bizerte e le trova un lavoro: Chama deve dattilografare il manoscritto di un uomo che afferma di conoscere la verità storica sulla guerra di Biserta, costata la vita allo stesso padre di Chama. Senonché, nel prosieguo del lavoro, la ragazza appura che l’uomo, profondamente implicato nelle vicende in un ruolo ambiguo, ha deliberatamente falsificato i fatti storici e parte in prima persona alla ricerca della verità.

Il film, come Aziza (1980) che gli era valso il Tanit d’Oro alle Journées Cinématographiques de Carthage, è una coproduzione fra Tunisia (80%) e Algeria (20%), girata fra Tunisi e Biserta, e dal costo di circa 1,5 milioni di dinari (circa 800 mila euro). Nel cast, il ruolo di protagonista è andato a una giovane attrice tunisina diplomata in arte drammatica, Leïla Waz. Al suo fianco, nel ruolo dell’amica algerina, l’affascinante Rym Takoucht, già segnalatasi nella commedia brillante Mascarades di Lyes Salem.

Per Abdellatif Ben Ammar è un ritorno che arriva otto anni dopo Le chant de la noria, datato 2002. Diplomato all’IDHEC di Parigi, Ben Ammar ha fatto una lunga e proficua gavetta da assistente alla regia (per Il messia di Roberto Rossellini, 1974) e da direttore di produzione, esordendo con Une simple histoire (1970), seguito da uno dei primi capolavori del cinema tunisino, Sejnane (1974), sulla guerra di liberazione.

[Leonardo De Franceschi]

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