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sabato 13 febbraio 2010

Polemiche per Depardieu, Dumas bianco

In Francia, un articolo pubblicato su Jeune Afrique apre una polemica nei confronti degli autori del film L’autre Dumas, biopic di Alexandre Dumas, uscita sugli schermi transalpini il 10 febbraio. L’articolo, firmato dallo scrittore e biografo Claude Ribbe, di origini guadalupane, rimprovera anzitutto al regista del film Safy Nebbou di aver scelto Gerard Depardieu per interpretare il noto romanziere, ignorando che Dumas, figlio di un generale e di una schiava haitiana, era per un quarto nero. Quel che è peggio, il film riprende fedelmente un testo teatrale di Cyril Gely e Eric Rouquette (Signé Dumas, 2003) che, rifacendosi a sua volta a un discutibile pamphlet del 1845 firmato da Eugène de Mirecourt, accusava Dumas di avere, lui, un negro, un ghost writer (Auguste Maquet), cui delegava buona parte del lavoro di scrittura:

«Non si rimprovera allo scrittore la sua negritudine, ma la si nega trasferendola su Maquet, un semplice collaboratore elevato al rango di eroe. È la negazione di questa negritudine a giustificare la scelta di Depardieu nello spirito del regista e dei produttori. Per loro, il negro è Maquet. Lo schiavo è Maquet. Dumas è Maquet. Il figlio del generale nato schiavo ad Haiti non è che un impostore di cui si dubita che sia - al limite - incapace di scrivere una sola riga.
Le proteste di quelli che hanno visto in L’autre Dumas un film razzista sono legittime. Alexandre Dumas, allo stesso titolo del generale Dumas, suo padre, fanno parte di questi eroi consensuali dal viso scuro di cui la Francia ha bisogno oggi per riconoscersi e riunirsi.»

[Leonardo De Franceschi]

Fonte: Jeune Afrique.

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