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Cannes 63: Des hommes et des dieux

di Xavier Beauvois

Come fiori tra le rocce

Anni ’90: una missione di otto monaci francesi vive sulle alture del Maghreb, in Nord Africa, una quotidianità pacifica condivisa con la popolazione musulmana (aiuti medici, corsi di lingua per i bambini) scandita dalla preghiera e dal lavoro. Tra tanta serenità irrompe un attentato terroristico di matrice fondamentalista islamica che sconvolge la regione: l’assalto ad un gruppo di operai edili croati ai quali viene crudemente tagliata la gola. L’incidente innesca la precarietà della situazione dei monaci, l’esercito offre loro protezione, ma loro rinunciano e si interrogano se rimanere o andare via.
Poco tempo dopo ricevono la visita di un gruppo integralista, capeggiato da Ali Fayattia, che rivendica di essere l’autore del massacro: la serenità dei religiosi viene definitivamente compromessa dalla tensione che si respira nell’aria e da quel momento la loro vita non è più la stessa. A questo punto padre Christian, il frate priore del convento, è costretto a riunire i suoi confratelli per prendere una determinata presa di posizione...

Des hommes et des dieux di Xavier Beauvois, in concorso al 63° Festival di Cannes, è ispirato liberamente alla vicenda dei monaci cistercensi che vivevano a Tibhirine, in Algeria, dal 1993 fino al loro sequestro, avvenuto tre anni dopo.
Il monastero della vita reale si trova nel villaggio di Tibhirine, 100 chilometri a sud della capitale, Algeri, ma il film è stato girato nella vicina regione di Meknès in Marocco.
Xavier Beauvois ritorna sulla Croisette a 15 anni di distanza da N’oublie pas que tu vas mourir, con il quale si aggiudica il Premio della Giuria al Festival di Cannes del 1995.

Des hommes et des dieux(il secondo dei due film sull’Algeria in competizione a Cannes quest’anno, dopo Hors la loi di Rachid Bouchareb), è il quinto lungometraggio del quarantaduenne regista francese. All’esordio con Nord (1993) ha la nomination al César per la migliore opera prima, e con Selon Mathieu e Le Petit Lieutenant è in concorso al Festival di Venezia rispettivamente nel 2000 e nel 2005.
Importante il cast, con il frate priore interpretato da Lambert Wilson, già presente qui sul red carpet con un altro film in concorso (La Princesse de Montpensier – Bertrand Tavernier), l’eclettico Michael Lonsdale (Il nome della rosa – Annoud 1986, Ronin - Frankenheimer 1998, Munich – Spielberg 2005, Agora – Amenábar 2009) nei panni dell’anziano monaco/medico Luc, Olivier Rabourdin, Roschdy Zem, Philippe Laudenbach, Jacques Herlin e la franco-algerina Sabrina Ouazani, che la sera della proiezione con una foto ha reso omaggio all’attore Yasmine Belmadi, anche lui di origini algerine, scomparso un anno fa in un incidente.

Secondo Etienne Comar, co-sceneggiatore insieme a Beauvois, il film riproduce la neutralità dei monaci: «I monaci insistono per essere estremamente neutri, per non prendere posizione», dichiara Comar. «Chiamano i terroristi ’fratelli della montagna’ e chiamano i militari ’fratelli della pianura’... Mi sembra del tutto coerente per il film adottare il loro punto di vista».
Des hommes et des dieux si affida proprio al punto di vista dei monaci, con un ritmo narrativo che si appoggia alla vita nel monastero, dapprima tranquilla e poi sempre più tenebrosa, fino a culminare nella consapevolezza con cui i frati affrontano il loro imminente destino, quando sono costretti a convivere tra due parti in conflitto.

La struggente melodia della Morte del Cigno di Tchaikovsky accompagna la scena dell’ideale ultima cena: sguardi e lacrime che tradiscono tutta la paura dei monaci, mostrando quindi il loro lato più umano e fragile.
«Ciò che mi interessava era la storia di questi uomini, soltanto chi erano e niente altro» ha detto Beauvois in conferenza stampa, ed infatti la sua scelta narrativa non lascia molto spazio alla messa in scena che risulta così sobria e rigorosa, adeguata al dramma che racconta.
Misurata l’interpretazione dei protagonisti, un ritratto sottile della loro crisi di fede, che culmina nella scelta finale: «Anche se un fiore è nascosto tra le rocce, Dio sa dov’è e dove mandare lui la luce».

Giorgio Sgarbi | 63. Festival de Cannes

Cast & CreditsDes hommes et des dieux
Regia: Xavier Beauvois; sceneggiatura: Etienne Comar, Xavier Beauvois; fotografia: Caroline Champetier; suono: Jean-Jacques Ferran, Eric Bonnard; montaggio: Marie-Julie Maille; scenografia: Michel Barthélémy; costumi: Alice Combournac; interpreti: Lambert Wilson, Michael Lonsdale, Roschdy Zem, Olivier Rabourdin, Sabrina Ouazani, Philippe Laudenbach, Jacque Herlin; origine: Francia, 2010; formato: 35 mm, 2.35:1; durata: 120’; produzione: Why Not Productions; distribuzione: Mars Films Distribution.

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