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Festival Cines del Sur di Granada

di Maria Coletti

Quarta edizione, 12-18 giugno 2010

Si è aperta questa sera la quarta edizione del Festival di Granada Cines del Sur (12-18 giugno), dedicato alla recente produzione cinematografica da Africa, Asia e America Latina. Un’edizione all’insegna dell’estremo oriente, con la proiezione del coreano A Brand New Life (Yeo-haeng-ja) di Ounie Lecomte come film di apertura, con la proiezione di chiusura di un classico del film muto indiano, A Throw of Dice di Franz Osten (1929), accompagnato dal vivo dal musicista Joan Pineda, e una retrospettiva dedicata al cinema delle Filippine.

Ma veniamo all’Africa ed alla sua presenza nelle diverse sezioni di questa edizione del festival, un poco ristretta a causa della crisi spagnola, ma non per questo meno ricca e interessante, quanto a qualità e varietà del cartellone.

Nel Concorso Ufficiale troviamo due importanti opere prime dall’Egitto e dal Sudafrica. L’egiziano Heliopolis (2009) di Ahmad Abdallah costruisce una storia corale intorno allo storico quartiere di Heliopolis, al Cairo; mentre il sudafricano Shirley Adams (2009) di Oliver Hermanus traccia il ritratto di una madre coraggio in una bidonville di Cape Town.

Due film africani anche nelle proiezioni all’aperto. The Power of the Poor (Fantan Fanga) di Adama Drabo e Ladji Diakité (Mali, 2009) è una tagliente critica contro i feroci crimini rituali compiuti contro gli albini. Più intimo e in parte autobiografico Faith (Suwi) di Musola Cathrine Kaseketi (Zambia/Finlandia, 2009) disegna il ritratto di una giovane donna che lotta per riscattarsi dalla povertà, prendendo con sé una piccola orfana.

Nella sezione Mediterraneos, troviamo due film che indagano in maniera diversa sui problemi della globalizzazione. Harragas di Merzak Allouache (Algeria/Francia, 2009) racconta la tragedia vissuta da un gruppo di migranti clandestini dalla costa algerina di Mostagem verso la Spagna. In Messages from the Sea (Rasayel el Bahr) di Daoud Abdel Sayed (Egitto, 2010) il giovane Yehia è testimone del declino di Alessandria, da città cosmopolita che accoglieva egiziani, greci, italiani, cristiani, musulmani ed ebrei, a una forma di capitalismo islamico a pensiero unico, contrario a ogni diversità e complessità.

Diversi i titoli africani anche nelle interessanti sezioni speciali di Cines del Sur, dedicati alla memoria del cinema ed alle sfide della globalizzazione. Innanzitutto due classici del cinema africano: Al Momia di Shadi Abdel Salam (Egitto, 1969) e La Noire de... di Ousmane Sembene (Senegal, 1966). E due sguardi sul presente: Française di Souad El Bouhati (Marocco, 2008) e L’Absence di Mama Keita (Senegal/Francia, 2009).

Da segnalare, nella giuria del Concorso Ufficiale, due importanti nomi del cinema del continente africano: l’egiziana Viola Shafik, regista, critica e docente di cinema, e il regista franco-guineano Gahité Fofana.

Infine, anche quest’anno è prevista, tra le attività parallele, la piattaforma che riunirà il 15 giugno acuni dei più prestigiosi festival cinematografici dedicati alle cinematografie del Sud del mondo, ovvero Africa, Asia e America Latina.

Per il programma completo, rimandiamo al sito del festival: www.cinesdelsur.com

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