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Reporter

di Eric Daniel Metzgar

Con il film Reporter di Eric Daniel Metzgar, realizzato nel 2008 e presentato il 5 giugno presso la Sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni a Roma, si è aperta la rassegna, con ingresso libero, dal titolo «Cose di questo mondo. L’attualità raccontata dal cinema documentario» composta di undici documentari, sottotitolati in lingua italiana, sull’informazione giornalistica. La rassegna si pone il compito di avvicinare il pubblico al giornalismo documentato per raccontare la complessità della realtà che ci circonda, in una epoca in cui all’informazione non viene dedicata la giusta importanza dai mezzi di comunicazione, limitandone sempre più la divulgazione da parte della stampa giornalistica, della televisione o del web – suo maggior alleato –, in cui la visione risulta spesso distratta e qualitativamente scarsa, riducendo al cinema documentario – soprattutto al giorno d’oggi in Italia –, la possibilità di presentarsi al pubblico in modo adeguato.

La rassegna è stata introdotta da Giovanni De Mauro (Direttore di Internazionale) e da Sergio Fant (CineAgenzia) con la presentazione del film Reporter che racconta il lavoro del giornalista del New York Times, due volte vincitore del premio Pulitzer, Nicholas Kristof il quale, dopo aver attirato l’attenzione del mondo sul genocidio nel Darfur, in un periodo di crisi per il giornalismo tradizionale, affronta la delicata situazione politica e umanitaria del Congo. Durante la sua presentazione, De Mauro ha consigliato ironicamente a chi voglia accostarsi al mestiere di giornalista, di non prendere parte alla visione del film, dato il modo poco ortodosso della sua realizzazione rispetto allo standard dei comuni documentari. Successivamente ha spiegato come, con la scomparsa di numerose testate, ci sia stato nel mondo una rilevante diminuzione di giornalisti con la scomparsa di documentazione critica dei fatti, riportando ai lettori semplici opinioni tra loro equivalenti, formulate all’interno dei blog di internet.

Reporter unisce diversi aspetti; da una parte i dati dell’informazione del Congo, trascurati dalle televisioni non soltanto italiane ma di tutto il mondo, dall’altra il minuzioso lavoro di Nicholas Kristof – testimoniato dai due assistenti che insieme a lui hanno preso parte a questo viaggio – che non si riduce alla semplice presa diretta, riuscendo invece a cogliere la complessa situazione di questo paese, non secondo una visione generica ma, anche se con un po’ di cinismo, ricercando quella particolare vicenda in quel particolare paese per ricavarne quella particolare storia. Con i suoi articoli cerca il dettaglio da ogni angolazione, denunciando le violazioni dei diritti umani di ogni giorno non limitandosi alle sole ricorrenze annuali. Ci mostra inoltre come l’attenzione del pubblico diminuisce quando vengono messe in mostra le vicende e le sofferenze di un numero elevato di persone e di come invece aumenti quando ad essere trattato è il singolo individuo. Dunque non è più la massa che attira il pubblico bensì la sofferenza di un singolo uomo. Perché questo? Ciò è dovuto al fatto che le persone tendono a non identificarsi con la folla mentre il riferimento ad una singola persona viene assunto come simbolo dell’intera popolazione della nazione. In questo modo Kristof riesce continuamente – testimonia Mia Farrow nel corso del documentario – a scuotere le coscienze di numerosi lettori.

Reporter non è solo un documentario sul mestiere del giornalista bensì un grido di aiuto che Nicholas Kristof lancia per gli abitanti della Repubblica Democratica del Congo, un paese afflitto da una brutale guerra che dal 1998 ha portato all’uccisione di ben 5,4 milioni di persone, facendolo diventare uno dei paesi più poveri pur essendo, allo stesso tempo, uno dei più ricchi del pianeta. Kristof giunge in Congo nel 2007 dopo avere attraversato il Rwanda con i suoi assistenti. Qui riesce ad ottenere un’intervista dal generale ribelle Nkunda – denominato «il signore della guerra» –, più volte condannato sia dal governo congolese che dalle Nazioni Unite in quanto ritenuto il principale responsabile del massacro della comunità hutu che in questo paese aveva trovato rifugio, ripetendo così gli orrori che nel 1994 in Rwanda si ebbero con il genocidio che sconvolse la comunità dei tutsi. Ancora una volta dunque l’Africa, dopo il Sudan, l’Uganda, la Sierra Leone e il già citato Rwanda, si ritrova di nuovo ad essere teatro di sanguinose lotte civili in cui a farne le spese sono di nuovo le persone più povere, abbandonate a se stesse senza alimenti né medicinali. Del resto si sa che dove vige la legge del più forte, il più debole ha poco da sperare nei confronti di chi facendola da padrone, si sente legittimato – come testimonia il giovane nel campo di prigionia – a compiere ciò che più desidera. E se ciò che desiderasse fosse per caso una donna? beh in quel caso non deve fare altro che trovare un villaggio e prendersene una. Lì è un suo diritto.

Reporter è dunque un documentario nel documentario che, nonostante ci lasci la bocca amara e con poche speranze per il futuro del Congo, ci fa riflettere su quanto gravi possano essere in una società la mancanza d’informazione e di comunicazione, portando i cittadini ad un’ignoranza manipolata con la deviazione dell’attenzione verso altri spettacoli, ben lontani dalla realtà di quel grande teatro che è il mondo.

Simone Lucarelli

Cast & CreditsReporter Regia: Eric Daniel Metzgar; sceneggiatura: Eric Daniel Metzgar; fotografia: Will Okun; musiche: Eric Liebman; suono: Chris Abell, Gautam Choudhury; montaggio: Eric Daniel Metzgar; con: Nicholas Kristof; origine: USA 2008; formato: HD, colore; durata: 90’; produzione: Stick Figure Productions; produttore esecutivo: Ben Affleck; sito ufficiale: reporterfilm.com.

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