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Passing Strange

di Spike Lee

Il 21 agosto 2009 è uscito nelle sale cinematografiche statunitensi Passing Strange di Spike Lee, descrizione del viaggio di un giovane artista afroamericano che lascia Los Angeles e parte per l’Europa. Durante il lungo itinerario, una scusa per ricercare se stesso, il ragazzo scopre diversi stili musicali e trova finalmente il suo.

Il documentario, datato 2009, è un adattamento del musical rock di Broadway firmato dal cantautore Stew, che funge anche da narratore.
Siamo in pieni anni ’70, il protagonista (interpretato da Daniel Breaker) è un adolescente nero, un giovane frustrato cresciuto in una famiglia religiosa. Il musicista nero inizia così il suo viaggio ribellandosi all’opprimente madre e alla sua educazione borghese. Fugge da una modesta chiesa nel South Central di Los Angeles e sbarca in Europa. Qui, straniero in terra sconosciuta, si confronta con gli eccessi della promiscua Amsterdam, con il facile accesso a droghe e sesso e successivamente con i fermenti culturali della più politicizzata e caotica Berlino, dove le lotte tra etica e integrità quasi lo costringono a travisare il suo modesto background per andare avanti. Nei suoi passaggi da luogo a luogo e da un’esperienza all’altra, il giovane musicista si muove attraverso una serie di stili musicali provenienti da vari contesti: prima il gospel, poi il punk, ancora il blues, il jazz ed infine il rock, fino al ritorno a casa.

Spike Lee riprende tre volte il musical: due volte con la presenza del pubblico (la serata di sabato 19 luglio 2008) al Belasco Theatre ed una volta con il teatro vuoto.
Opinabile la scelta del regista di Brooklyn che decide di portare sul grande schermo le stesse dinamiche del teatro con l’identico cast (De’Adre Aziza, Daniel Breaker, Colman Domingo, Chad Goodridge, Eisa Davis, Stew). Nessuna ripresa sulla preparazione, nessun “dietro le quinte”, escluso qualche minuto di intervallo tra il primo ed il secondo atto. Non si cercano le trame o le situazioni tipo Dreamgirls, Chicago o Moulin Rouge, tutto si risolve con una semplice trasposizione: il nuovo lavoro di Spike Lee è un musical puro! A suono di rock. O meglio ancora una specie di ibrido dove, assicura Spike Lee, possiamo vedere cose mai viste prima e che lui non aveva mai fatto (quali siano queste cose resta un mistero…).
Passing Strange è il secondo documentario diretto da Lee dopo il flop di Miracolo a Sant’Anna (Miracle at St. Anna - 2008), e precede in ordine di lavorazione Kobe Doin’ Work (2009), che racconta la vita del cestista Kobe Bryant.

Il musical originale offre uno spaccato sulla vita adolescenziale e cerca con canzoni dai testi forti ed ambigui di fornire verità universali. In scena per quasi sei mesi a Broadway con 165 rappresentazioni, riscuote successo di pubblico e critica per la sua originalità e la risonanza emotiva, vincendo una serie di premi importanti (Tony Award: miglior libro di Musical, Drama Desk Award: miglior musical, miglior Testo e migliore musica - Stew e Heidi Rodewald-, New York Drama Critics’ Circle Award: Miglior Musical).
Il film ha debuttato il 16 gennaio 2009 al Sundance Film Festival e successivamente ha aperto l’IFC Center a New York.

Giorgio Sgarbi

Cast & CreditsPassing Strange
Regia: Spike Lee; sceneggiatura: Stew; fotografia: Matthew Libatique; montaggio: Barry Alexander Brown; musiche: Stew; costumi: Elizabeth Clancy; interpreti: Daniel Breaker, Colman Domingo, Chad Goodridge, Stew; origine: Stati Uniti, 2009; formato: 35 mm, 2.35:1; durata: 135’; produzione: 40 Acres & A Mule Filmworks, The Schubert Organization; sito ufficiale: http://www.passingstrangemovie.com/

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