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Solo andata. Il viaggio di un tuareg

di Fabio Caramaschi

Indietro non si torna

Dal deserto del Sahara alle fabbriche del nord est italiano è il viaggio di sola andata che ha intrapreso una famiglia di tuareg del Niger. Che cosa spinge un nomade a lasciare il deserto dove c’è solo terra per un paese dove ci sono solo case e cemento? Cosa si aspetta di trovare e cose in realtà trova? Un salto nel vuoto, un viaggio che di solito è di sola andata, come esprime perfettamente il titolo dell’ultimo documentario di Fabio Caramaschi, Solo andata. Il viaggio di un tuareg (2010). Fotografo e regista, Fabio Caramaschi, continua a sperimentare nei suoi lavori audiovisivi la partecipazione diretta dei personaggi alla realizzazione del documentario e affida videocamere direttamente ai protagonisti delle sue storie per fare riprese e interviste mettendoli nella condizione di partecipare in prima persona evitando di essere traditi da occhi esterni.

Caramaschi, già nel suo documentario Residence Roma. Questo albergo non è una casa aveva sperimentato l’interazione tra le riprese fatte dagli abitanti delle palazzine di Bravetta alla periferia di Roma e quelle realizzate dal regista, una modalità di lavoro che ha scelto nuovamente per Solo andata nel quale è Sidi, un ragazzo, figlio di un immigrato tuareg del Niger, che racconta la propria esperienza d’immigrazione intervistando direttamente i suoi familiari. Solo andata racconta la storia di due ragazzini che dal deserto del Niger vengono catapultati in Friuli Venezia Giulia. Uno, Sidi, è qui da qualche tempo e sogna di fare il giornalista; l’altro, il piccolo Alkassoum, è rimasto in Niger, nel deserto, perché in un primo momento hanno rifiutato il suo visto, ma riesce a raggiungere la famiglia più tardi, quando, non appena possibile, il padre riesce ad andare a prenderlo.

Il documentario è diviso in tre parti. Nella prima si vedono le vite parallele della famiglia in Italia e del piccolo Alkassoum in Niger: si scoprono i sentimenti e la condizione di Sidi, di suo padre, della sorella e della comunità tuareg in Italia. Nella seconda Caramaschi segue il viaggio del padre in Niger per andare a prendere Alkassoum: e c’è il confronto con la vecchia generazione e l’intervista con il nonno di Sidi e Alkassoum ci fa comprendere come quello dei tuareg è un mondo che rischia di estinguersi perché i figli non vogliono più fare questa vita. I padri accettano che i figli partano per cercare di dare un futuro diverso, un’istruzione ai bambini che in questo modo saranno trattati con dignità e rispetto, ma allo stesso tempo capiscono che questo li allontanerà per sempre della sabbie del Sahara, dalla loro cultura e dalle loro tradizioni. Nella terza parte si segue l’arrivo e l’ambientazione di Alkassoum in Italia: qui avviene il confronto diretto tra i due fratelli, tra le loro due mentalità, i loro diversi modi di vedere e sentire la situazione nella quale si trovano. L’intervista alternata che i due fratelli si fanno a vicenda con le loro domande e le loro risposte sincere, senza sovrastrutture che le condizionino, sono la chiave migliore di lettura di una realtà complessa.

Solo andata è un documentario che restituisce con rispetto e dignità una storia di migrazione, il racconto stratificato di una stessa storia fatta da diverse generazioni. Il film di Caramaschi per ora è stato proiettato il 7 luglio 2010 all’interno del programma Doc3 su rai tre. Rimaniamo in attesa di altri passaggi televisivi o di un’uscita in dvd.

Alice Casalini

Cast & CreditsSolo andata. Il viaggio di un tuareg
Regia: Fabio Caramaschi; sceneggiatura: Fabio Caramaschi; fotografia: Fabio Caramaschi; suono presa diretta: Francesco Morosini; montaggio: Silvia Caracciolo; musiche originali: Riccardo Cimino; origine: Italia, 2010; formato: video; durata: 52’; produzione: Fabio Caramaschi e Sylvia Stevens per FactionFilms; sito ufficiale: fabiocaramaschi.com

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