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Venezia 67: Jean Gentil

di Laura Amelia Guzmán e Israel Cárdenas

La sezione Orizzonti della 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dopo aver continuato a proporci in questi giorni dei film molto interessanti, di cui abbiamo fatto menzione in articoli precedenti, propone questo lavoro della giovanissima coppia di autori composta da Amelia Guzmán e Israel Cárdenas Ramírez (marito e moglie, entrambi classe 1980), dal titolo Jean Gentil.

A Santo Domingo arriva il professore haitiano Jean Remy Genty. È in cerca di un impiego. In giacca e cravatta, gira la città in lungo e in largo parlando con dirigenti di uffici di ogni sorta, ma, dopo una breve assunzione, viene licenziato. In città non c’è lavoro, e il professore, piuttosto che continuare a vagare in cerca di qualcosa, decide di spingersi fuori dall’isola, verso la costa. Si installa nel bosco, dove costruisce una casa improvvisata con materiali di fortuna, in cerca di un nuovo dialogo con Dio e con la spiritualità dell’isola. Momenti di comunione intima con entità imperscrutabili si alternano a momenti di disperazione e rassegnazione di Jean. Fino a che, un giorno, si rende conto di non essere completamente solo al limitare del bosco: uno scenario di rovina e di distruzione sorge all’orizzonte, sotto il cielo striato dei colori radi del mattino.

Il film nasce da una genuina riflessione degli autori sulla situazione della loro isola e, per esteso, della situazione di tutta la zona delle Antille. Un angolo di mondo ancora scosso da un evento tragico di cui si sentiranno gli effetti per molti anni: il terremoto che, poco più di un anno fa, ha colpito l’isola di Haiti, terra di origine di Jean, che in questo film è una sorta di orizzonte immaginifico, una sorta di “doppio fondo” del film che, dunque, non rinuncia a un respiro lievemente engagé, un gesto di partecipazione alle sofferenze di una terra tra le più belle al mondo che nel Nuovo Millennio non sembra trovare rinnovati pace ed equilibrio. Attraverso un piccolo e sobrio apologo personale che racconta la storia di questo curioso personaggio (interpretato da Jean Remy stesso) i due autori tentano una riflessione sul rapporto tra la civiltà e il selvaggio, nella loro eterna lotta per il dominio della terra. Santo Domingo, come d’altra parte molti altri angoli del mondo, è un luogo in cui questa frizione è forte. Anche a causa della crisi che sta da anni colpendo l’isola. Molti immigrati, ci dicono i registi, tentano ogni anno di sbarcare nell’isola alla ricerca di un lavoro, e questo film è dedicato a tutti loro, e in particolare a Jean, con il quale i registi ci dicono aver avuto un rapporto straordinario. Come già accaduto in loro progetti precedenti, il film nasce non da un’idea, ma da una persona. Così, Jean stesso, la sua umanità, il suo temperamento sono la sorgente che ha dato origine a questo film.

Un altro tema cruciale del film è il problema linguistico. Moltissime scene che legano Jean agli altri personaggi, da Yanmarco a Polo, sono mediati dal discorso sulla lingua. Come accade con il dualismo civile/selvaggio, così l’attrito tra lo spagnolo che tenta di imporsi come lingua ufficiale e la spinta “dal basso” della lingua haitiana, una sorta di curioso pidgin a base di francese è restituito attraverso una diffusa tematizzazione lungo l’arco di tutta l’opera.

Un film semplice, ricco di sfumature emotive, capace di passare con soavità dal tragico della disarmante delusione e dal dolore di Jean ai simpatici momenti conviviali con i suoi amici dominicani, che sancisce il debutto al Lido per i due giovanissimi autori di questo Jean Gentil.

Simone Moraldi |67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Cast & CreditsJean Gentil
Regia: Laura Amelia Guzmán e Israel Cárdenas; sceneggiatura: Laura Amelia Guzmán e Israel Cárdenas; fotografia: Laura Amelia Guzmán e Israel Cárdenas; suono: Alejandro De Icaza; montaggio: Israel Cárdenas; scenografia e costumi: Patricia Grassals; interpreti: Jean Remy Genty, Yanmarco King Encarnacion, Paul Henri Presumé, Nadal Walcott, Lys Ambroise; origine: Repubblica Domenicana/Messico/Germania, 2010; durata: 84’; formato: colore; produzione: Pablo Cruz, Bärbel Mauch, Israel Cárdenas, Laura A. Guzmán per Aurora Dominicana (Repubblica Domenicana), Canana Films (Messico), Bärbel Mauch Film (Germania); sito ufficiale: http://www.jeangentil.com/

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