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Festival di Roma: Leila

di Audrey Estrougo

Un autre monde

Audrey Estrougo torna sul grande schermo con il suo secondo film. La giovane regista francese ha presentato in questi giorni il suo secondo lungometraggio, Leila (2010), in occasione della 5a edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Il film, selezionato in concorso nella sezione Alice nella Città, è un musical nel quale la regista intreccia una commedia romantica e denuncia sociale. A due anni dal suo esordio alla regia con Regarde moi, presentato nella sezione Forum della Berlinale 2008, la Estrougo si allontana dallo stile del film de banlieue e si avventura su un sentiero diverso, più insidioso ma anche potenzialmente più originale.

Leila è una ragazza di origine maghrebina che studia legge all’università a Parigi e vive in un quartiere multietnico della capitale francese con la sua famiglia. Leila si batte per i diritti degli immigrati clandestini e cerca di aiutare Tina e sua figlia Sally ad ottenere i documenti per vivere in Francia. Gabriel è un ragazzo che viene da una ricca famiglia parigina e che, a poche settimane dal suo matrimonio con Alexandra, incontra Leila e se ne innamora. I due giovani continuano ad amarsi nonostante gli ostacoli imposti loro dalla società che non comprende e non accetta la loro relazione.

La Estrougo ha scelto di denunciare il problema dei sans papiers in Francia attraverso un musical che racconta una storia d’amore: tradizioni musicali e sonorità diverse, dalla canzone melodica al rap, s’incontrano in un métissage di suoni e movimenti frizzante. Il musical e la storia d’amore diventano quindi strumenti per arrivare a una denuncia sociale che nella seconda parte di Leila diventa sempre più presente, fino al ricordo dei movimenti del 1996 che sfociarono nell’occupazione della chiesa di Saint-Bernard con una serie breve ma efficace d’immagini di repertorio che ricostruiscono le grandi manifestazioni di quel periodo.

Leila è sicuramente un musical gradevole che però non è sostenuto da una sceneggiatura solida che si sfilaccia soprattutto verso la fine e che non risolve tutti i conflitti che mette in gioco, a partire dal quello di Gabriel con suo padre, commissario di polizia, un uomo chiuso in un ruolo nel quale rimane intrappolato.
La prima parte del film è sicuramente la più energica e la più divertente, sostenuta da un cast valido che interpreta in modo convincente i brani scritti per Leila a partire dai due protagonisti, Leila Bekhti e Benjamin Siksou.
La Bekhti in particolare, giovane attrice di origine algerine che, dopo il suo ultimo ruolo nel film di Jacques Audiard, Il profeta, si mette alla prova cantando e ballando, interpretando in modo convincente la giovane e idealista Leila. La Estrougo affida alla Bekhti ancora una volta il ruolo di beurette e nella sceneggiatura ancora si trovano i limiti dei topoi legati alle unioni tra arabi e francesi fatta eccezione per alcuni personaggi tra i quali sicuramente c’è quello del padre di Leila, interpretato da Abel Jafri, che non ricorda certo le dure figure paterne dei film di Malik Chibane, ad esempio.

Audrey Estrougo trova sicuramente una formula interessante per Leila, la chiave del musical che, in particolare per alcuni brani, è efficace e coinvolgente: la regista riesce nel suo intento di far passare un tema urgente e delicato come quello degli immigrati clandestini prima mettendolo come sfondo della vicenda sentimentale, per poi ribaltare la situazione nella parte finale del film, nella quale è la questione dei sans papiers a diventare centrale.

Ricordi quanto mai vivi se si pensa alle recenti polemiche rivolte al governo di Sarkozy per la politica nei confronti dei rom. Questioni ancora aperte e di difficile soluzione che hanno inspirato e continuano a ispirare il cinema francese.
La regista, non tradendo lo spirito fiabesco alla base di Leila, affida all’amore tra Gabriel e Leila un ruolo simbolico, come fosse una formula magica, per trovare una soluzione all’odio, alla paura dell’altro e alla violenza, immaginando di applicare questa ricetta alla realtà.

Alice Casalini | 5. Festival Internazionale del Film di Roma

Cast & CreditsLeila
Regia: Audrey Estrougo; sceneggiatura: Audrey Estrougo, Juliette Sales; fotografia: Guillaume Schiffman; suono: Cyril Moisson; colonna sonora originale: Baptiste Charvet; montaggio: Sophie Reine; scenografia: Bertrand Seitz; costumi: Emmanuelle Youchnovski; interpreti: Leila Bekhti, Benjamin Siksou, Cécile Cassel, Chantal Lauby, Nicolas Briançon, Djanis Bouzyani, Martine Gomis, Emir Seghir, Abel Jafri, Renaud Astegiani, Selim Clayssen, Math Samba, Gladys Gambie, Cheïna Correa Lafaure, Zohra Benali; origine: Francia, 2010; formato: 35 mm, 1.85, Dolby Srd; durata: 87’; produzione: Fidélité Films (Francia) in co-produzione con Wild Bunch (Francia) Mars Films (Francia) France 2 Cinéma (Francia); distribuzione internazionale: Wild Bunch; sito ufficiale: http://www.wildbunch.biz/films/leila

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