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Festival di Roma: Waiting for Superman

di David Guggenheim

Scegliere la scuola giusta? È una lotteria

Dal regista premio Oscar per Una scomoda verità il 3 novembre, nelle sale della quinta edizione del Festival del cinema di Roma, è stato presentato nella sezione “Alice nella città”, l’ultimo lavoro del regista Davis Guggenheim, Waiting for Superman. Si tratta di un viaggio-documentario tra le pecche e i mille difetti del sistema scolastico americano raccontato dai bambini e dai loro genitori, dagli insegnanti e dagli educatori, insomma da chi ogni giorno cerca di lottare per far sì che le cose cambino.

Questa infatti è una storia che racconta mille storie, tra cui quella di Daisy, una bimba di Los Angeles che, nonostante le mille difficoltà economiche dei suoi genitori, cerca di non rinunciare ai suoi progetti futuri; quella di Francisco, un ragazzino del Bronx che frequenta la prima elementare e che ha una madre disposta a fare di tutto pur di assicurargli un futuro migliore; quella di Anthony di Washington DC, rimasto solo con la nonna, dopo aver perso il padre a causa della tossicodipendenza, che spera solo di avere una vita migliore grazie ad un’ottima istruzione; quella di Emily della Silicon Valley, che lotta con tutta se stessa per essere ammessa al college; e quella di Bianca, un bimba di Harlem con una mamma single che si divide tra mille lavori per poter permettere a sua figlia una degna istruzione e garantirle un’esistenza più fortunata della sua.

Sono le storie di chi ogni giorno lotta per poter scegliere un’istruzione migliore, un livello più alto a cui tutti dovrebbero aver diritto. Come ci racconta questo documentario e il suo regista, nel paese delle grandi opportunità c’è chi invece a queste opportunità non ha diritto. Una mattina qualunque Davis Guggenheim accompagna i propri figli a scuola, per fortuna lui ha potuto scegliere di iscriverli in un’ottima scuola privata, ma passando in macchina accanto ad alcuni istituti pubblici sorgono in lui alcune domande: «Cosa succede a tutti quei bambini che non hanno scelta, che frequentano una scuola pubblica per mancanza di denaro, cosa succede a quei bambini meno facoltosi? Quanto saranno amareggiati e preoccupati i genitori di quei ragazzi mentre portano i loro figli a scuola? Che tipo d’istruzione ricevono?»
Questi gli interrogativi che aprono il film documento sul sistema scolastico americano e che ci introducono nelle scuole, nelle case e nelle verità sconcertanti dell’America del ventunesimo secolo.

Si era già addentrato nei meandri del sistema scolastico Davis Guggenheim quando con il suo primo documentario del 1999 The First Year il regista aveva cercato di dar voce a cinque insegnanti e con loro a tutti quegli eroi che giorno dopo giorno, silenziosamente e all’interno del sistema scolastico cercano di lottare per salvare la vita di milioni di ragazzi dando loro la miglior istruzione possibile. Perché sono loro che migliorano la qualità del sistema grazie a metodi di insegnamento innovativi nati dal genio e dalla voglia di cambiare le cose e sono ancora loro invece, in casi negativi, che portano una scuola al declino e i ragazzi allo sbaraglio.
Grazie a statistiche reali, dati e fatti veri, grafici tridimensionali, inserti di cartoni animati, immagini di conferenze stampa e canzoni altrettanto significative come quella dei Green Day American Idiot, il regista è riuscito a dare vita ad un documentario molto interessante e denunciare senza mai annoiare uno dei più grossi handicap di una super potenza come quella americana. Ci avvicina a queste storie, ci fa commuovere e sperare, accostandoci e raccontandoci tramite le voci dei cinque bambini protagonisti quelle che sono le difficoltà e le speranze di chi si trova dentro questo sistema mal funzionante e non ne riesce ad uscire. Ogni bambino ha un numero e alla fine il loro destino è affidato ad una lotteria, casuali numeri che girano ed estratti a sorte, decidono il loro futuro; questo il sistema adottato dalle migliori scuole americane, causa di questa scelta le troppe domande e i pochi posti disponibili. Sembra una lotta all’ultimo respiro, ma a salvare i piccoli non arriverà nessun supereroe e chi non viene estratto alla fine non si sa che destino avrà.

Sulle note di una dolcissima Shine scritta proprio per il film dal musicista americano John Legend, una platea commossa e stupita ha accolto positivamente un’opera denuncia che arriverà presto anche nelle sale italiane, per testimoniare che a volte il cinema può fare la differenza nel cambiare le cose.

Laura Campanile | 5. Festival Internazionale del Film di Roma

Cast & CreditsWaiting for Superman
Regia: Davis Guggenheim; sceneggiatura: Davis Guggenheim e Billy Kimball; fotografia: Erich Roland e Bob Richman; montaggio: Greg Finton e Kim Roberts; origine: Stati Uniti, 2010; durata: 111’; produzione: Michael Birtel e Lesley Chilcott per Electric Kinney Films; distribuzione: Universal Pictures International Italy; sito ufficiale: waitingforsuperman.com

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