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Festival di Roma: I Want To Be a Soldier

di Christian Molina

Addestramenti televisivi

Sono le dieci di mattina di mercoledì 3 novembre 2010 e alla quinta edizione del Festival del Cinema di Roma, nella sezione “Alice nella città” è stato presentato, ad una folla molto rumorosa di bambini tra gli otto e i tredici anni, I want to be a soldier, film in concorso del giovanissimo regista spagnolo Christian Molina.
Il film, della durata di due ore circa, è riuscito in una missione quasi impossibile e inaspettata: catturare l’attenzione dei più piccoli che hanno assistito alla proiezione in un rigoroso ed emozionato silenzio, perché, come ha dichiarato anche il regista presente in sala, I wanto to be a soldier è stato prodotto e pensato proprio per loro.

Alex, il protagonista del film, ha soli otto anni e la sua vita sembra essere tranquilla e normale, seguito da due genitori presenti e affiancato nei momenti solitari dal suo amico immaginario, il buon astronauta Capitano Harry. Perché Alex, come tutti i bambini, ha un sogno e il suo è quello di volare nello spazio e arrivare fino alla luna, per questo motivo la sua cameretta è ricoperta di poster con foto dello spazio e i genitori per il suo ultimo compleanno gli hanno regalato un casco spaziale.
Tutto fila liscio insomma, fino a quando la mamma non partorisce due gemelli e da allora le cose in famiglia cominciano a cambiare. Alex diventa il fratello maggiore e lasciato un po’ in disparte, comincia a trovare tanti modi possibili per riempire il vuoto formato dall’assenza dei genitori.

Dopo mille discussioni e litigi da parte dei genitori, alla fine Alex riesce nel suo scopo: quello di avere una televisione in camera tutta per lui. Ed ecco che, come per magia, il bimbo viene catapultato nel mondo, un mondo fatto di guerre, sofferenze, stragi, violenze atroci e crudeltà immani tutte registrate e riportare come fossero videogiochi dalla sottovalutata scatoletta elettronica.
La reazione del piccolo alla visione di queste immagini violente e nello stesso tempo eccitanti, tramuta il suo amico immaginario nel violento sergente John Cluster e la situazione precipiterà sempre di più. I genitori stressati dalla vita frenetica e impegnati dai loro affari perdono di vista il loro primogenito che nel frattempo scortato dal cattivo sergente e accerchiato da amicizie sbagliate, cambierà decisamente atteggiamento e passioni.

Alex ora non sogna più di diventare un astronauta ed aiutare il mondo con le sue scoperte scientifiche, no, il piccolo adesso vuole essere un soldato dell’esercito americano, andare in giro per il mondo ad “uccidere e scovare i nemici”, sogna una vita eccitante e piena di pericoli come quella che vede nella televisione, invidia i bimbi soldato ed addestrato dal suo alter ego, il sergente Cluster, si prepara a diventare un soldato spietato esercitandosi in atti di bullismo verso quelli che prima erano i suoi amici.
Tutto questo viene totalmente ignorato dai genitori, e quando le autorità scolastiche intervengono e lo psicologo li invita in un colloquio, la verità distrugge la mamma, l’unica figura verso la quale Alex dimostra ancora affetto. In accordo con il terapeuta, grazie ad un piccolo giochetto psicologico che riporta Alex sulla retta strada e scaccia via il terribile sergente, per un attimo ritorna la pace in famiglia e tutto sembra essere tornato tranquillo, fino a che i genitori non si separano e il bimbo accusato ingiustamente più volte sia a scuola che a casa rifinisce nel barato della violenza.
Il buon astronauta lotta con tutte le sue forze con il cattivo sergente che alla fine avrà la meglio grazie all’aiuto delle mille immagini troppo eccitanti e ormai divertenti trasmesse dalla televisione.
Il piccolo Alex pagherà un prezzo troppo caro questa volta perché il suo ultimo atto da grande uomo, sarà punito con la morte seppur accidentale, causata dal fratello del suo ex miglior amico.

Le luci si accendono e il silenzio in sala resta fitto, i bambini tacciono ancora per qualche minuto, ma il film è piaciuto a tutti e l’applauso per il regista e per il cast è d’obbligo.
Basato su statistiche reali e nato dalla voglia del regista Christian Molina di far riflettere e sensibilizzare i più piccoli sul pericoloso uso della televisione, il film sembra essere anche un augurio a non perdere mai di vista il limite tra ciò che è rappresentato e ciò che è vero. Un’opera ben fatta anche dal punto di vista registico, accompagnata dall’ottima l’interpretazione del piccolo attore che interpreta Alex e dalla buona resa delle immagini ben studiate.

Girato fra Spagna e Italia, il film vede la co-produzione di Valeria Marini e si presenta essere un mix perfetto di finzione e realtà ai limiti del pensabile, quando diventa davvero pericoloso il gioco e i piccoli cominciano a giocare senza che nessuno li controlli. Basta distrarsi un secondo, che la posta in gioco sale parecchio e quello che si rischia poi, sono i figli.

Una gran lezione di vita alla quinta edizione del Festival del Cinema di Roma, “preoccupiamoci anche di quello che accade nell’intimità delle nostre case” recita la voce del grande Danny Glover che apre e chiude il film interpretando il ruolo del preside della scuola e forse anche un po’ del saggio genitore.
E a noi non resta che sperare che i più piccoli abbiano davvero imparato la lezione e che, lasciati soli davanti alla televisione e forse accompagnati dai loro amici immaginari, si ricordino di ciò che hanno visto al cinema ed escano fuori a giocare.

Laura Campanile | 5. Festival Internazionale del Film di Roma

Cast & CreditsI Want To Be a Soldier
Regia: Christian Molina; sceneggiatura: Cuca Canals e Christian Molina; fotografia: Juan Carlos Lausin; montaggio: Alberto de Toro; musiche: Federico Jusid; suono: Aleix Cuaresma; origine: Spagna, Italia 2010; durata: 88’ ; prodotto da: Ferran Monje; produttore esecutivo: Marini de Villanueva; co-produttore esecutivo: Valeria Marini, Jorge Dura, Maurizio Santarelli, Mamen Bouè e Guia Loffredo; distribuito da: Canonigo Films.

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