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Come sono buoni i bianchi

di Marco Ferreri

Come sono buoni i bianchi è uno degli ultimi film della prolifica carriera di Marco Ferreri, regista che ha segnato molte pagine del cinema italiano con film passati alla storia (La donna scimmia, 1964; Dillinger è morto, 1969; La grande abbuffata, 1973; Non toccare la donna bianca, 1974, solo per ricordarne alcuni). Come sono buoni i bianchi non è uno dei film più famosi e, forse anche uno dei meno riusciti, del regista milanese ma è sicuramente un film da vedere e affrontare con attenzione per lo sguardo estremo e radicale sul rapporto tra europei e africani che ora è possibile recuperare grazie all’edizione homevideo edita da Medusa.

Come sono buoni i bianchi si apre con l’arrivo di un gruppo di volontari europei che raggiungono i cinque camionisti della spedizione umanitaria che deve portare alle popolazioni del Sahel generi alimentari quali pasta, salsa di pomodoro e farina. Uno dei camionisti, Michele, nota immediatamente Nadia, la ragazza più carina del gruppo e appassionata di fotografia. Michele riesce a far salire Nadia sul suo camion per avere la possibilità di corteggiarla e conoscerla meglio. Il viaggio inizia e nonostante le indicazioni stradali del funzionario del protocollo, un nero emancipato e sbrigativo, il viaggio si rivela da subito molto più complicato del previsto. Tra soste obbligate e vari incontri il viaggio mostra un’Africa inaspettata al gruppo di europei, nervosi, suscettibili e insoddisfatti, che aspettano di trovare una soluzione alla loro vita, o ancor meglio, una sorta di espiazione per le loro piccole esistenze frustranti. Il film ha un finale sconcertante estremo e per nulla politically correct, che spiazza.

Ferreri non tradisce il suo stile e, accompagnato anche in Come sono buoni i bianchi dalla penna di Rafael Azcona, mostra la faccia ipocrita delle spedizioni umanitarie composte da persone che si recano in Africa, ancora pervase da un esotismo quasi ottocentesco, cercando qualcosa che possa cambiar loro la vita: una terra vergine che aiuti a dimenticare, cambiare, ricominciare. Invece Ferreri mostra, calcando la mano, anche i vari volti dell’Africa deturpata dalla corruzione e dalla mentalità europea che ha portato loschi affari, droga e contraddizioni. Il continente africano, però, è allo stesso tempo orgoglioso e rifiuta queste missioni umanitarie cariche di falsa pietas e che spesso sono la facciata candida di loschi affari.

Eccessivo, sarcastico e provocatore, Ferreri descrive l’Africa senza mezzi termini, esagerando per turbare e infastidire. Come sono buoni i bianchi ha un soggetto e una sceneggiatura forti, irriverenti e per questo particolarmente interessanti, anche se non sostenuti sempre dal cast nel quale compaiono, tra gli altri, Michele Placido, Maruschka Detmers, Michel Piccoli e Nicoletta Braschi, non sempre perfettamente a loro agio. Da segnalare il piccolo ruolo interpretato dal grande attore e griot Sotigui Kouyaté.

Proprio al volto e alla voce di Michele Placido è affidato il ricordo di Ferreri, morto nel 1997 a Parigi, e dell’esperienza di Come sono buoni i bianchi. Unico contenuto speciale dell’edizione homevideo è infatti proprio l’intervista curata da Franco Ruggeri, attraverso la quale si ripercorre le genesi del film, l’incontro tra Placido e Ferreri, i dubbi, i problemi, l’amicizia, il rapporto con il cinema, gli attori e il set. Un racconto particolarmente sentito, nel quale Placido dichiara l’eredità lasciatagli dal regista milanese che consiste soprattutto in un atteggiamento particolare nei confronti della sceneggiatura, della quale spesso si buttano intere pagine e si modificano strada facendo.

L’edizione home video è dunque un modo per vedere o rivedere Come sono buoni i bianchi e per ricordare, attraverso il racconto molto personale di Placido, Marco Ferreri.

Alice Casalini

Cast & CreditsCome sono buoni i bianchi
Regia: Marco Ferreri; sceneggiatura: Rafael Azcona e Marco Ferreri; fotografia: Angel Luis Fernandez; montaggio: Ruggero Mastroianni; scenografia: Marco Ferreri, Ferrán Sánchez; costumi: Nicoletta Ercole; interpreti: Michele Placido, Maruschka Detmers, Juan Diego, Michel Piccoli, Evelyne Pieiller, Cheik Doukouré, Jean-François Stévenin, Nicoletta Braschi, Pedro Reyes, Sotigui Kouyaté, Pascal N’Zonzi; origine: Italia, Spagna, Francia, 1987; formato: 35 mm, 1.85, Dolby Srd; durata: 94’; produzione: Iberoamericana Films Internacional, Gruppo Bema, 23 Giugno, Reteitalia, Caméra One, J.M.S. Films; distribuzione: Titanus Distribuzione; distribuzione home video: Medusa Film S.p.A.;
DVD nella confezione: 1; supporto: DVD9, singola faccia doppio strato; regione: 2; formato video: 1.85:1; formato audio: Dolby Digital; tracce audio: Italiano (originale, 2.0 mono); lingue sottotitoli: Italiano per non udenti; contenuti extra: intervista a Michele Placido a cura del giornalista Francesco Ruggeri

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