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Long Street

di Revel Fox

Music Power

Il confronto tra un regista e un film autobiografico si presenta sempre come un terreno pieno di insidie e pericolose trappole da evitare: spesso l’elemento autobiografico viene sfruttato per ottenere un coinvolgimento emotivo maggiore indotto dalla consapevolezza che il racconto messo in scena è stato realmente vissuto da chi lo racconta. Non è questo il caso di Long Street (id., 2010) di Revel Fox: il regista sudafricano, al suo secondo lungometraggio, ha deciso di affrontare la sua storia familiare, drammatica e complessa.

Fox, che nel 2005 con il suo film d’esordio The Flyer (id., 2005), presentato al Festival di Locarno, aveva attirato l’attenzione della critica internazionale, è tornato dietro la macchina da presa con un soggetto autobiografico e intimista che dopo tre anni di lavorazione è giunto a termine ed è stato presentato in anteprima mondiale durante l’ultima edizione del Durban International Film Festival.

Long Street inizia quando Sia, una giovane ragazza con problemi di droga, finisce il periodo di riabilitazione per disintossicarsi e torna a casa della madre, Maria. La fiducia reciproca tra le due donne è minata dal tempo e dagli eventi che le hanno coinvolte e il loro rapporto è pieno di rabbia e disaccordo. Allo stesso tempo il padre di Sia soffre a causa del blocco che gli impedisce di portare a conclusione un romanzo e vorrebbe riconciliarsi con la moglie e la figlia ma non riesce a trovare il modo per esprimere loro i suoi sentimenti.
Quando le due donne conoscono la cantate Zulu Andiswa, interpretata da Busi Mhlongo, le loro vite cambiano. Attraverso la musica, le due donne si avvicinano, si riscoprono e imparano lentamente a capirsi ed accettarsi.

Quali sono gli elementi che donano un elemento di forza e unicità a Long Street, nonostante il soggetto non si presenti come particolarmente originale? La storia attraversata da Revel Fox e la sua famiglia è, infatti, comune a molte altre, ma il regista sudafricano ha lavorato direttamente con sua figlia, Sannie Fox, e sua moglie, Roberta Fox, che interpretano loro stesse nel film, mentre per se stesso ha preferito scegliere un terzo attore, David Butler. L’intensità delle scene deriva proprio da questo elemento: le due donne interpretano con consapevolezza ed impressionante compostezza il loro dolore, la loro storia, le loro paure.

Fox è sempre vicinissimo a Sia e Maria con la macchina da presa, sceglie l’uso della camera a mano e dei primi piani quasi a voler dare al film un’impronta documentaristica, in modo particolare nelle scene girate nella casa di Maria. Sulle drammatiche vicende delle due donne sembra vegliare la Table Mountain che sovrasta Città del Capo e che Fox mostra ripetutamente in Long Street come se delle forze animiste provenienti dalla montagna influenzassero le scelte di Sia.
Sicuramente la musica ha un elemento terapeutico, quasi magico: le due donne sono legate dalla musica, Maria canta e Sia suona, canta e compone musica. Certo l’intervento taumaturgico della musica attraverso, guarda caso, una cantante Zulu, è elemento meno convincente del film, il più ingenuo ma è sicuramente funzionale e, in ogni caso, ha permesso che il film rendesse omaggio a una grande interprete, Busi Mhlongo, scomparsa il 15 giugno 2010, poco prima dell’uscita del film.

Long Street, seconda e travagliata opera di Revel Fox, uscito per ora in Sudafrica e in pochi altri paesi, è un film poetico, intimista ed emozionante, che, attraverso il potere della musica e la drammatica storia personale del regista, mostra uno spaccato interessante della classe media, annoiata, che vive nelle città del Sudafrica.

Alice Casalini

Cast & CreditsLong Street
Regia: Revel Fox; sceneggiatura: Revel Fox, Florian Schattauer; fotografia: Matthys Mocke; musiche originali: Leslie Javan; montaggio: Melissa Parry; scenografia: Angela Nemov; interpreti: Sannie Fox, Roberta Fox, David Butler, Busi Mhlongo, Kevin Otto; origine: Sudafrica, 2010; formato: 35 mm, 1.85, Dolby Srd; durata: 97’; produzione: Shadowy Meadows Productions; distribuzione: Indigenous Film Distribution

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