title_magazine

Hopeville

di John Trengove

La città della speranza

Il Sudafrica a 15 anni dalla fine dell’apartheid si confronta con una realtà complessa, a volte drammatica, nelle grandi città come nei piccoli centri: povertà, corruzione, droga, alcolismo, la diffusione del virus dell’HIV. Il cinema si confronta con questa realtà, la racconta con documentari (The Battle for Johannesburg, 2010) e di finzione (Il mio nome è Tsotsi, 2005; Jerusalema, 2008; Yesterday, 2004) e continua a dimostrarsi una delle realtà produttive più vivaci del continente africano. In questo contesto s’inserisce perfettamente il primo lungometraggio diretto da John Trengove, Hopeville (2010) e ispirato all’omonima, e molto popolare, serie televisiva del 2009 diretta dallo stesso Trengove.

Hopeville è la storia di un uomo, Amos, ex alcolista che in seguito alla morte della moglie si trova a doversi confrontare con Themba, suo figlio, un ragazzo con la passione per il nuoto. Trasferito per lavoro nella, sporca, isolata, abbandonata città di Hopeville, Amos e Themba cercano di ricostruirsi una vita. Nonostante le ostilità sul posto di lavoro e da parte del figlio che non ha fiducia nel padre, Amos cerca di recuperare la situazione ripulendo e restituendo alla città la piscina della città, abbandonata. L’atto di determinazione e coraggio di Amos che sfida il sindaco corrotto risveglia la coscienze assopite di questa piccola città dimenticata da tutti e infonde speranza per un possibile cambiamento nel futuro.

La prima cosa che emerge dalla visione di Hopeville è che è un film che risolve con troppa facilità i conflitti attraverso meccanismi che non vogliono entrare nella profondità dei temi affrontati e questo si nota sia nella sceneggiatura, sia nelle scelte di regia. I personaggi che entrano in relazione con Amos portano ognuno un aspetto interessante, dalla giovane immigrata irregolare che vende i gelati, interpretata da Terry Pheto (Tsotsi), il sindaco corrotto che tiene una città bloccata nella sua desolazione, nella sporcizia mentre per lui si è costruito una villa con tutti i comfort, gli impiegati dell’ufficio di Amos che sostano senza far nulla, perché viene loro impedito, nell’ufficio e i numerosi bambini rimasti orfani.

Nella piccola Hopeville che in realtà è la città di Waterval Boven, perfetta location scovata dallo scenografo Karel Flint dopo aver visitato più di settanta possibili cittadine, si racchiudono alcune delle piaghe che affliggono il paese e che trovano con semplice fiducia nella volontà e nella capacità di riscatto che ha l’uomo una possibile soluzione. Trengove utilizza diversi generi, passa dalla commedia al dramma, passando per momenti che sono evidenti richiami al western e i vari personaggi sono caratterizzati seguendo questi generi: ad esempio il rapporto complesso tra Amos e il figlio è drammatico, mentre tutto il mondo che ruota attorno al municipio e al sindaco rientra nei toni della commedia. Hopeville, abbandonata con la sua chiesa isolata nel paesaggio selvaggio, appena fuori dalla città richiama i paesaggi dei film western.

In questa terra di nessuno, dove il sindaco può governare quasi indisturbato, Amos ricomincia la sua vita e ha una seconda possibilità per riscattarsi con la società e con il figlio. Hopeville soffre sicuramente di alcuni elementi che semplificano eccessivamente per arrivare a una soluzione positiva, e anche di una direzione che risente dell’influenza dell’esperienza televisiva di Trengove, nonostante questo il film è interessante, riunisce un buon cast e il rapporto tra Amos e il figlio è uno spunto interessante per leggere i cambiamenti che vive il Sudafrica.

Alice Casalini

Cast & CreditsHopeville
Regia: John Trengove; sceneggiatura: Michelle Rowe, Roger Smith, John Trengove; fotografia: Willie Nel; musiche: Murray Anderson; montaggio: Jan Botha, Karyn Bosch, Bridgette Fahey-GoldSmith; scenografia: Karel Flint; interpreti: Desmond Dube, Terry Pheto, Themba Ndaba, Junior Singo, Paul Luckhoff, Jody Abrahams, Leleti Khumalo, Mary Twala, Isadora Verwey, Wilmien Rossouw, Glen Gabela, Jonathan Pienaar; origine: Sudafrica, 2010; formato: 35 mm, 1.85, Dolby Srd; durata: 90’; produzione: Curious Pictures, Heartlines, SABC Education; distribuzione: Humble Pie Entertainment; sito ufficiale: themoviehopeville.com

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
martedì 9 aprile 2019

Minervini in sala a maggio

CHE FARE QUANDO IL MONDO È IN FIAMME? (What You Gonna Do When the World’s on Fire?) il film (...)

lunedì 1 aprile 2019

Il Rwanda alla Casa delle Donne

RWANDA, IL PAESE DELLE DONNE è il documentario di Sabrina Varani che sarà proiettato lunedì 8 (...)

venerdì 29 marzo 2019

FESCAAAL 2019: Tezeta Abraham madrina

Il prossimo sabato 30 marzo alle ore 10.00 presso l’Auditorium San Fedele di Milano si terrà la (...)

mercoledì 27 marzo 2019

Fescaaal 2019: il premio Mutti-AMM2019

Viene presentato oggi al FESCAAAL di Milano - mercoledì 27 marzo, ore 19.00 - il Premio (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha