title_magazine

Berlinale 61: Yelling to the Sky

di Victoria Mahoney

Come resistere alla violenza in tempi di pace

Presentato in concorso alla Berlinale da poco conclusasi, Yelling to the Sky ci propone un tuffo nella vita quotidiana di un’adolescente afroamericana nella periferia di New York. Il film è il frutto di una produzione indipendente sostenuta dal sundance istitute di Robert Redford, roccaforte della nuova generazione del cinema indipendente statunitense. Il film rilancia le problematiche del disagio giovanile nel contesto urbano ai margini delle grandi megalopoli della East Coast.

Sweetness O’Hara ha diciassette anni e deve far fronte ad una quotidianità violenta e precaria in un’atmosfera familiare estremamente tesa. Il suo unico sostegno è la sorella maggiore Ola. La situazione precipita quando una sera sua madre Lorene decide di andare via di casa con Ola dopo l’ennesima discussione con suo padre Gordon, un bianco con problemi di alcoolismo. Per acquistare rispetto e credibilità nel suo gruppo di amici Sweetness ricorre all’aiuto di Roland, lo spacciatore di quartiere. Sarà il debutto di un percorso iniziatico che la porterà finalmente a riconoscere i limiti della violenza come strumento della gerarchia sociale.

La storia è parzialmente autobiografica, scritta e diretta dalla giovane regista Victoria Mahoney. Molto stimolante la scelta di affrontare un tema poco convenzionale nel cinema nordamericano: il meticciato e le sue ripercussioni sullo sviluppo dell’identità sociale. Si scorge la preoccupazione per il futuro di una società dove le istituzioni e il collettivismo sono ridotte al minimo e dove lo sviluppo personale è spesso consegnato alla provvidenza dell’iniziativa privata. La difficoltà di redimere la propria dimensione quotidiana in un tessuto sociale sfaldato e precario costituisce un elemento di critica estremamente attuale rispetto alle speranze che molti hanno riposto nella new wave della politica post Obama.

Molto efficace la rappresentazione del microcosmo scolastico, strutturato su proprie leggi e sistemi gerarchici interni che spesso sfuggono o perdono di gravità ad uno sguardo adulto - dunque distratto - ma contengono già tutta la violenza del darwinismo sociale che il capitalismo puro inevitabilmente genera poi su scala più vasta. Finalmente è proprio nella scuola, dunque nell’istruzione, che l’autrice intravede un segno di speranza di fronte al disorientamento e alla dispersione che si attraversano spesso nell’adolescenza.

La musica rap e hip hop accompagna costantemente lo sviluppo del racconto e aggiunge un senso di verosimiglianza. Omaggio alla presenza di una cultura giovanile che dalle periferie statunitensi ha poi conquistato gli adolescenti di larga parte dell’occidente. I brani musicali accompagnano spesso delle sequenze di transizione e si fondono perfettamente con gli ambienti. Anche nell’uso dei suoni si scorge una certa attenzione alla resa della tessitura sonora suburbana. L’abbigliamento diviene ovviamente un elemento narrativo primario. Le felpe, gli zaini, i cappelli, ogni accessorio diviene inesorabilmente un segno di appartenenza o meno ad un gruppo ed una testimonianza di un modo di relazionarsi al contesto.

La regista presente in sala, commossa dall’entusiasmo degli spettatori ha rivendicato la portata politica del suo film che intende innanzitutto denunciare una realtà spesso nascosta dietro la facciata di benessere che le produzioni hollywoodiane non cessano di replicare con rassicurante decadenza. Resta di fatto una critica feroce alla sclerotica violenza di una società che ancora molti si ostinano a considerare il migliore dei mondi possibili.

Riccardo Centola | 61. Internationale Filmfestspiele Berlin

Cast & CreditsYelling to the Sky
Regia: Victoria Mahoney; sceneggiatura: Victoria Mahoney; fotografia: Reed Morano; montaggio: William Henry; musiche: David Wittman; scenografia: Kelly McGehee; costumi: Nia Hooper; interpreti: Zoë Kravitz, Jason Clarke, Gabourey Sidibe, Tim Blake Nelson, Marc John Jefferies, Shareeka Epps, Fatima Harris, Antonique Smith; origine: USA, 2011; formato: 35 mm (1:2.35), Dolby Srd; durata: 96’; produzione: Ged Dickersin, Diane Houslin, Victoria Mahoney e Billy Mulligan per YTTS LLC; sito ufficiale: yellingtotheskymovie.com

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
venerdì 12 gennaio 2018

Viaggio in Italia con il cinema tunisino

A 50 anni dal primo passaggio di Roberto Rossellini in Tunisia per le riprese de Gli atti degli (...)

martedì 2 gennaio 2018

Terminate in Marocco le riprese di Sofia

Sono terminate a dicembre le riprese di Sofia, primo lungometraggio della cineasta (...)

lunedì 4 dicembre 2017

I premi del RIFF

Sono stati annunciati ieri i vincitori della XVI edizione del RIFF – Rome Independent Film (...)

lunedì 4 dicembre 2017

Balon e Talien premiati al TFF

Alla cerimonia di chiusura del trentacinquesimo Torino Film Festival che si è svolta lo scorso 2 (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha