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Dear Alice

di Othaman Karim

Lettere dal nord

La decima edizione del RIFF (Rome Indipendent Film Festival) è giunta alla sua conclusione e il film di chiusura per la competizione internazionale è stato il film svedese Dear Alice (titolo internazionale dello svedese För kärleken, 2010) di Othaman Karim. Il regista ha presentato il film insieme a Malin Holmberg-Karim, produttrice del film e moglie di Othaman che nel drammatico Dear Alice ha inserito parte della loro esperienza di vita in Svezia come coppia mista. Othaman è nato in Uganda nel 1968 e da bambino si è trasferito in Svezia con la sua famiglia, è cresciuto nel paese scandinavo ed ha studiato al Brooks Institute of Photography negli Stati Uniti, diventato regista e produttore. Ha lavorato per la televisone e con il suo lungometraggio About Sahara (2006) ha vinto il premio per il miglior film al Festival di Mosca, ma solo è con Dear Alice che ha ottenuto una certa attenzione grazie alla presenza nel film dell’attore americano Danny Glover. Questo percorso ha permesso che Othaman Karim potesse venire in Italia e presentare il suo lavoro al pubblico romano.

Dear Alice racconta una giornata nella quale le vite di cinque personaggi che non si conoscono e che conducono esistenze completamente diverse tra loro s’intrecciano in un susseguirsi di azioni che seguono a scelte che sembrano insignificanti ma che li porteranno a un comune incrocio drammatico. Karin e Moses sono una coppia con due figlie, Moses fa l’assistente sociale e Karin l’avvocato ed è appena entrata come socia in un importate studio che difende Hånk, attore alcolizzato. Bosse è un famoso conduttore televisivo che vede crollarsi addosso, in un giorno e senza preavviso, un’intera vita passata in TV. Infine Franzis, interpretato da Danny Glover, è un immigrato che ha aperto un negozio dove vende artigianato etnico ma che versa in condizioni difficili ma cerca di trovare una soluzione per farsi raggiungere dalla moglie, Alice e dalla due figlie, ancora in Africa.

Dear Alice non è solo il titolo del film ma è l’incipit di ogni lettera che Franzis scrive alla moglie, lettere giornaliere nelle quali racconta la vita in un paese così diverso.
Tutto inizia con una lettera che diventa il filo rosso che unisce le storie dei protagonisti in un giorno come gli altri ma che cambierà le loro vite. La soluzione dell’intreccio di Dear Alice è un escamotage ormai molto usato e non particolarmente originale eppure il film coinvolge e cattura per due motivi: per prima cosa le storie che racconta, in particolare quella di Moses e Karin e quella di Franzis sono commoventi perché riescono a trasferire l’angoscia e l’ansia che vivono i personaggi, in secondo luogo Karim è circondato da un ottimo gruppo di attori che sostiene una sceneggiatura non particolarmente brillante ma sicuramente ricca d’interessanti spunti di riflessione.

In modo particolare Dear Alice sembra essere un’analisi sui pregiudizi che si hanno nei confronti di chi è diverso da noi e ne mostra effetti e cause sulla vita delle persone. La storia di Moses e Karin è ispirata sicuramente all’esperienza vissuta dal regista e dalla moglie ma Karim fa un passo ulteriore e non si ferma alle differenze di razza, ma più in generale al modo in cui giudichiamo spesso troppo facilmente l’altro dando sentenze definitive e quasi sempre troppo affrettate e per questo anche sbagliate.

Dear Alice è comunque un’analisi su una realtà complessa e stratificata della società svedese e non solo, è un film che ha portato all’attenzione del pubblico internazionale un regista interessante che speriamo di ritrovare presto nei festival e sugli schermi internazionali a prescindere dalla presenza di attori più o meno famosi al grande pubblico.

Alice Casalini | 10. Rome Independent Film Festival

Cast & CreditsFör kärleken / Dear Alice Regia: Othaman Karim; sceneggiatura: Othaman Karim, Grace Maharaj-Eriksson; fotografia: Esa Vourinen; suono: Bo Persson, Gabor Pasztor; montaggio: Darek Hodor; scenografia: Miriam Myrtell; interpreti: Danny Glover, Tuva Novotny, Stefan Sauk, Peter Gardiner, Ulf Brunnberg; origine: Svezia, 2010; formato: 35 mm, Cinemascope 2.35.1, Dolby Digital Srd; durata: 96’; produzione: One Tired Brother Productions AB, Greta Film.

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