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Malavoglia

di Pasquale Scimeca

La Provvidenza

Il tuo mondo è un piccolo paese affacciato sul mare di Sicilia, il tuo mondo sono la pesca e la barca Provvidenza che scivola silenziosa nella notte stellata; il tuo mondo sono usi e tradizioni che si ripetono senza tempo. Fino a quando, d’un tratto, qualcosa si rompe: tuo nipote è giovane, è diverso, non vuole passare una vita come la tua.
(I Malavoglia)

Dopo la presentazione all’ultima Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti, esce in sala l’ultimo lungometraggio di Pasquale Scimeca, Malavoglia (2011), una rilettura in chiave contemporanea del più celebre romanzo di Giovanni Verga.

Scimeca, dopo l’adattamento di Rosso Malpelo (2007), ha continuato il suo lavoro di approfondimento scegliendo però, per il più famoso romanzo del Ciclo dei Vinti, di ambientarlo nella Sicilia contemporanea, terra di confine, di sbarchi, d’incontri, nella quale convivono tradizioni e modernità, la pesca e lo spaccio della droga. Sarebbe inutile e insensato cercare punti in comune tra Malavoglia e La terra trema di Luchino Visconti: il confronto con il film di Scimeca deve essere il testo di Verga, perché proprio dallo studio approfondito del testo è nata l’urgenza di girare Malavoglia, non a caso il film si apre su un mare in tempesta e una voce che legge il prologo originale del romanzo.

Un giorno qualunque dell’inizio del terzo millennio ‘Ntoni Malavoglia assiste a uno dei tanti sbarchi di clandestini che arrivano dalle coste del Nord Africa. Approfittando della confusione al momento dell’arrivo, un giovane tunisino, Alef, riesce a scappare e s’imbatte in ‘Ntoni che istintivamente l’aiuta trovandogli un lavoro nelle serre e una casa proprio vicino alla “casa del Nespolo” dove abita con la sua famiglia, i Malavoglia.
I Malavoglia sono pescatori, possiedono una barca, la Provvidenza. ‘Ntoni ha 20 anni ed è il più grande di quattro figli, ‘Ntoni, Mena, Alessi e Lia, che vivono con il padre Bastianazzo e la madre Maruzza e il nonno Padron ‘Ntoni. ‘Ntoni, che compone canzoni rap al computer utilizzando la voce del nonno che conosce tutti i proverbi a memoria, parte per lavoro e va nel Nord Italia. In una notte di tempesta la Provvidenza fa naufragio e Bastianazzo muore. Questo momento drammatico segna il punto di rottura di un fragile equilibrio che porta la famiglia a disgregarsi pian piano.

Scimeca ha sicuramente dimostrato coraggio nella scelta di portare avanti questo progetto, ma forse ripensando al suo percorso artistico questo non stupisce. Il low budget con il quale Scimeca ha dovuto realizzare il film non ha impedito al regista di girare in libertà: Scimeca sfrutta ogni punto di vista, entrando nei personaggi, uno ad uno, salvo poi prenderne le distanze osservandoli dall’alto, proprio come Verga che rinuncia alla mediazione della narrazione. Individualismo e coralità dei personaggi interpretati da attori non professionisti che riportano sullo schermo la loro vita come Alef che per ‘Ntoni e tutta la famiglia diventa subito Alfio, e che è interpretato da Naceur Ben Hammouda che è stato per anni un immigrato clandestino. Scimeca racconta l’attuale mondo dei vinti, degli immigrati, spesso clandestini, che vengono a fare “gli schiavi” in Italia, tema quanto mai attuale in questi ultimi mesi, dei pescatori che faticano tutta una vita per mare, dei ragazzi che a mala pena riescono a finire le scuole dell’obbligo. Lo scontro generazionale tra il nonno e ‘Ntoni che vuole comporre musica ma è legato alla sua terra, alle sue tradizioni, viene raccontato attraverso un dialogo che avviene attraverso gli sguardi intensi di Padron ‘Ntoni e delle sue poche ma efficaci parole.

Malavoglia è permeato da un pessimismo quasi inaccettabile, coerente con lo stile di Verga, che però il regista stravolge negli ultimissimi minuti del film, cambiando completamente tono e cambiando tutte le carte in tavola con una soluzione finale che lascia pensare alla necessità di trovare un necessario e urgente "happy end", ma che risulta comunque forzato, facendo perdere al film la tensione tenuta quasi fino alla fine. Malavoglia è un film coraggioso, pulsante, urgente e Scimeca continua il suo percorso in un cinema libero, umano e vivo.

Alice Casalini

Cast & Credits Malavoglia
Regia: Pasquale Scimeca; sceneggiatura: Pasquale Scimeca, Nennella Buonaiuto, con la collaborazione di Tonino Guerra; fotografia: Duccio Cimatti; colonna sonora: Alfio Antico; montaggio: Francesca Bracci; scenografia: Paolo Previti; costumi: Grazia Colombini; interpreti: Antonio Ciurca, Giuseppe Firullo, Omar Noto, Greta Tomaselli, Giovanni Calcagno, Vincenzo Albanese, Salvatore Ragusa, Naceur Ben Hammouda; origine: Italia, 2011; formato: 35 mm, colore; durata: 94’; produzione: Arbash Società Cooperativa, Classic, Cinecittà Luce, Cinesicilia; in collaborazione con Rai Cinema; distribuzione: Cinecittà Luce

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