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Quelques jours de répit

di Amor Hakkar

Desiderio di libertà

Nella settimana dell’Europride 2011 Roma ha ospitato molte iniziative legate a questo evento, tra le quali Queering in Rome (3, 4 e 5 giungo 2011), festa del cinema Igtq che ha visto alternarsi sugli schermi del Nuovo Cinema Aquila una vasta selezione di cortometraggi e lungometraggi dedicati a questo genere provenienti da ogni parte del mondo. Tra i vari titoli selezionati anche Quelques jours de répit (2011), terzo lungometraggio del regista e scrittore algerino Amor Hakkar.

Nel 2008 con La Maison jaune Hakkar vinse il Premio Miglior Film Africano in occasione della 18° edizione del Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina di Milano. A tre anni dalla calorosa accoglienza da parte di pubblico e critica del suo secondo lungometraggio, Hakkar è tornato dietro la macchina da presa per raccontare una storia del tutto diversa da quella de La Maison jaune. Il regista abbandona la sua Algeria, la sua terra, le sue origini, i conti in sospeso con la sua famiglia e la sua cultura per denunciare il destino tormentato degli omosessuali iraniani che scappano dal loro paese per non essere perseguitati in quanto omosessuali, ma finiscono in Europa dove sono costretti a nascondersi perché immigrati clandestini.

Quelques jours de répit inizia con un avventuroso attraversamento del confine tra Italia e Francia: Hassan e Moshen, coppia gay fuggita dall’Iran, arrivano clandestinamente in una piccola città di provincia francese. Hassan è un fotografo mentre Moshen un professore di francese all’università di Teheran. In un breve tragitto in treno Moshen insiste per aiutare una signora, Yolande, a portare le valige. Yolande ha sessant’anni, vive da sola in un modesto appartamento, conduce una vita ripetitiva, noiosa e forse non si aspetta più molto dalla vita. Yolande capisce ben presto che Moshen è un clandestino ma è anche attratta da lui così per convincerlo a rimanere gli offre un lavoro: ridipingere le pareti del salotto della sua casa. Moshen ne parla con Hassan con il quale sta vivendo un momento di tensione, e i due decidono di ritardare qualche giorno il proseguimento del loro viaggio verso Parigi. Questa scelta porterà in breve tempo a cambiare il destino dei tre protagonisti.

Hakkar prosegue la sua ricerca di uno stile aderente alla realtà che non la tradisca: spesso la camera si ferma a lungo sui volti dei personaggi, li segue da vicino ma non interferisce mai con le loro azioni. Ancora una volta il suo film si caratterizza per i dialoghi che Hakkar, anche sceneggiatore del film, riesce a ridurre al minimo indispensabile: i suoi personaggi si parlano soprattutto attraverso lunghi silenzi accompagnati da sguardi diretti ed intensi, si seguono, si rincorrono, si lasciano e si ritrovano in un vortice che unisce tre anime in cerca di una strada per la vita, di un percorso sicuro.
In Quelques jours de répit Hakkar ripete l’elemento del cambiamento del colore delle pareti come simbolo di una possibile, o almeno auspicabile, evoluzione della vita, ma allo stesso tempo abbandona la scelta di utilizzare soprattutto attori non professionisti: è il regista stesso infatti ad interpretare Moshen mentre il personaggio di Hassan è interpretato da un attore franco-algerino, molto noto in Francia, Samir Guesmi, e nel ruolo di Yolande, dopo 15 anni di assenza dagli schermi, ritroviamo Marina Vlady.

Quelques jours de répit permette allo spettatore di respirare insieme ai suoi personaggi, di entrare nei loro mondi, di capirli senza lasciarsi andare a facili giudizi. Un film asciutto, teso e drammatico ma allo stesso tempo estremamente delicato e dolce che sta facendo il giro di numerosi festival internazionali a partire dal Sundance Film Festival dove è stato presentato per la prima volta al pubblico.

Alice Casalini

Cast & CreditsQuelques jours de répit
Regia: Amor Hakkar; sceneggiatura: Amor Hakkar; fotografia: Nicolas Roche; suono: Thomas Bouet; montaggio: Juliette Kempf; scenografia: Kim Nezzar; costumi: Kim Nazzar; interpreti: Marina Vlady, Amor Hakkar, Samir Guesmi, Shimon Ben Lulu, Yves Grenard, Stéphanie Saliège; origine: Francia/Algeria 2011; formato: 35 mm, 1.85, Dolby Digital Stereo; durata: 80’; produzione: Sarah Films; distribuzione: Sarah Films; sito ufficiale: http://www.quelquesjoursderepit-lefilm.fr

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