title_magazine

The Tempest

di Julie Taymor

Questa terra è mia

L’11 settembre 2010 la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia si chiudeva con l’anteprima mondiale dell’ultimo film di Julie Taymor, The Tempest. È passato un anno e del film tratto dall’opera di Shakespeare non è ancora prevista l’uscita italiana. La Taymor ha già lavorato al testo de La tempesta riadattandolo per il teatro nel 1986 a New York e per la sua quarta regia cinematografica torna ad affrontare Shakespeare. La regista del Massachusetts, nota al pubblico soprattutto per i suoi due lungometraggi Frida e Across The Universe, ha esordito dietro la macchina da presa nel 1999 con l’adattamento della prima tragedia di Shakespeare,Tito Andronico, Titus. Prima della Taymor già Derek Jerman nel 1979 (The Tempest) e Peter Greenway nel 1991 (Prospero’s book) hanno affrontato il complesso testo de La tempesta per riportarlo su grande schermo. In questo caso la Taymor torna a due delle sue grandi passioni: il teatro e Shakespeare e lo fa secondo il suo stile visionario e barocco.

La tempesta inizia con il naufragio di una nave sulla quale viaggiano il Duca di Milano, Antonio, il re di Napoli, Alonso e suo figlio Ferdinando, Principe di Napoli. I naufraghi sbarcano su isola apparentemente deserta dove in realtà vive Prospera, duchessa di Milano esiliata dal fratello anni prima con sua figlia Miranda. Prospera è servita dallo spirito Ariel che provoca la tempesta causa del naufragio e dallo schiavo deforme Calibano, figlio di Sicorace, una strega africana imprigionata sull’isola anni prima. Prospera prepara la sua vedetta, muove con le sue arti magiche i naufraghi, e separa Alonso e Ferdinando: il giovane principe viene trovato da Miranda e Prospera. Nel frattempo Calibano incontra due Stefano e Trinculo, due ubriaconi della ciurma, che crede esseri divini discesi dalla luna, e cercano di mettere insieme una ribellione contro Prospera che però fallisce. Allo stesso tempo. Mentre Prospera porta avanti il suo piano, Miranda e Ferdinando s’innamorano e si giurano eterno amore: proprio questo amore sarà la causa del riavvicinamento di Prospera con il fratello.

La Taymor, come si evince dalla sinossi, è stata fedele al testo shakespeariano, tranne che per un elemento molto evidente: il personaggio di Prospera, una donna, una madre che nel testo teatrale è in realtà un uomo, Prospero. Prospera, interpretata intensamente da Helen Mirren, è una donna colta che conosce le arti magiche, una donna che ha potere e può competere con il mondo maschile e per questo, dunque, allontanata. Il suo carattere forte e deciso si scontra con Ariel ma soprattutto con Calibano, interpretato dallo statuario Djimon Hounsou. Già nel testo shakespeariano si è analizzata una lettura del colonialismo proprio attraverso la figura di Calibano. La Taymor riprende questo scontro, e Calibano, personaggio legato alla natura più di tutti gli altri, è il selvaggio che viene guardato con sospetto, deriso e sottomesso, Trincuolo si domanda se sia più simile ad un uomo o ad un pesce. Ma è il confronto-scontro tra Calibano e Prospera nel film che sembra avere maggior interesse perché è in qualche modo portato ad un livello razionale, intellettuale e non solo basato sulla differenza etnica: con loro infatti si scontrando due ragioni, e lo fanno apertamente. Calibano, consapevole della sua condizione e dei suoi diritti, rinfaccia la sua ingiusta schiavitù a Prospera nel ricordarle che la terra dell’isola che abitano è la sua terra. Nonostante la durezza e la crudeltà di Prospera al momento della liberazione di Calibano, quando stanno per partire basta un solo sguardo per mostrare l’epilogo di un rapporto: solo Prospera rimane ad osservare in silenzio, con intensità, con uno sguardo quasi materno, Calibano che esce e torna libero nella sua isola.

La Taymor mantiene una struttura tipicamente teatrale e inserisce immagini visionarie ossessivamente accompagnate dalla musica che rende La Tempesta un’opera rock mancata, forse desiderata ma non espressa del tutto. Il delirio immaginifico e barocco di alcune scene portano questa versione fantasy de La Tempesta al limite del kitch, ma la rendono sicuramente un lavoro interessante, sostenuto da un notevole gruppo di attori e supportato dalle musiche di Ellioti Goldenthal, dai costumi del premio Oscar Sandy Powell e da una regia dallo stile inconfodibile, anche se non sempre condivisibile, di Julie Taymor.

Alice Casalini

Cast & CreditsCast&Credits The Tempest
Regia: Julie Taymor; sceneggiatura: Julie Taymor; fotografia: Stuart Dryburgh; colonna sonora originale: Elliot Goldenthal; montaggio: Françoise Bonnot; scenografia: Alex DiGerlando, Kim Jennings; costumi: Sandy Powell; interpreti: Helen Mirren, Russell Brand, Alfred Molina, Djimon Hounsou, David Strathairn, Chris Cooper, Alan Cumming, Ben Whishaw, Reeve Carney e Felicity Jones; origine: Usa, 2010; formato: 35 mm, 2.35:1, Dolby Digital; durata: ‘109; produzione: Miramax Films, TalkStory Productions, Artemis Films, Mumbai Mantra Media, Prologue Films, Chartoff Hendee Productions; distribuzione: Touchstone Pictures; sito ufficiale: http://tempest-themovie.com/

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
mercoledì 19 settembre 2018

On line il sito Missing at the Borders

E’ on line il sito https://missingattheborders.org/ che intende dare voce e dignità alla famiglie (...)

mercoledì 19 settembre 2018

In sala La libertà non deve morire in mare

Esce nelle sale giovedì 27 settembre con Distribuzione Indipendente il documentario La libertà (...)

lunedì 10 settembre 2018

Venezia75: alle GdA due premi per Joy

Alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia ben due premi sono andati a Joy della (...)

lunedì 10 settembre 2018

Venezia75: premiato 1938 Diversi

Presentato fuori concorso a Venezia 75 - in sala dall’11 ottobre e il 23 ottobre su Sky Arte - (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha