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Venezia 68. Là-bas

di Guido Lombardi

Dai bassifondi

ll recentissimo cinema indipendente campano sembra essere luogo di riflessione di un immaginario collettivo che unisce il filone legato alla malavita organizzata a dinamiche dell’integrazione, con l’adozione di un registro stilistico curioso, che unisce reminiscenze visive e trame intricate tipiche del cinema di genere poliziesco. Ne è la prova, tanto per citarne uno, Sotto la stessa luna, che racconta lo sgombero forzato di un campo Rom causato più o meno direttamente dalla camorra. Il film è stato realizzato nel 2009 da Carlo Luglio e prodotto da Gaetano Di Vaio, produttore attivissimo che aveva al suo attivo anche Napoli, Napoli, Napoli (2006) di Abel Ferrara.
Sempre Di Vaio è, insieme a Gianluca Curti di Minerva e Eskimo di Dario Formisano, tra gli artefici di Là-bas, diretto dal poco più che trentenne Guido Lombardi, presentato alle Giornate degli Autori nell’ambito della 68 Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Analogamente al film succitato, anche in questo Là-bas l’integrazione – o meglio, la migrazione – si intreccia con dinamiche malavitose. Yssouf (Kader Alassane), è un giovane appena giunto a Castel Volturno, nella periferia del napoletano. Viene accolto nella casa delle candele, una villa fatiscente, come tante altre in quella zona ormai abbandonata dal turismo, gestita da Idris (Alassane Doulougou), in cui vivono vari immigrati provenienti dall’Africa. Un ambiente tranquillo, in cui gli inquilini hanno formato una famiglia allargata. Diventa amico di Germain, che si offre di aiutarlo e lo porta a vendere i fazzoletti al semaforo. Ma Yssouf vuole contattare suo zio Moses che sembra se la passi bene. In breve tempo, Yssouf diventa un galoppino di un clan della camorra, inizia a comprarsi vestiti costosi, a girare con banconote da cinquanta euro in tasca. Inizia a ricevere minacce dai membri del clan locale che gli impongono un pizzo, ma Moses (Moussa Mone), d’accordo con il suo clan di riferimento, decide di non pagare. Così Yssouf viene progressivamente abbandonato ed evitato da tutti; anche la sua amica Suad, con il quale pure era scattato qualcosa, lo evita, soltanto Germain non lo abbandona. La situazione degenera fino a quando i membri del clan avversario, travestiti da poliziotti, irrompono nella sartoria che credono essere luogo di incontro e fanno una strage nella quale resta ucciso anche Germain. Parallelamente, resta ucciso Moses, ma Yssouf riesce a scappare, tornando da Idris. È la strage di Castel Volturno del 16 settembre 2008, nella quale rimasero uccisi vari immigrati africani innocenti.

Guido Lombardi ha conosciuto Kader per via del suo lavoro di cameraman di concerti di gruppi africani. Kader, trentenne, giunto in Italia da tempo, dopo anni trascorsi tra i campi a raccogliere pomodori ha iniziato a cantare, ha vissuto per un periodo con una famiglia italiana che l’ha di fatto adottato e poi, di recente, si è ricongiunto a Parigi con la compagna della sua vita. Kader è stato la “guida” di Lombardi nel sottobosco della musica reggae e africana del napoletano. Grazie a lui è entrato in contatto con tutti gli attori che recitano nel film. Alcuni di loro sono attori, come Esther Elisha, nativa di Brescia, che interpreta Suad o come Alassane Doulougou, già attivo nel panorama televisivo. Moussa Mone, già discografico e gestore di negozi di musica, ora gestisce uno dei bar più popolari della comunità africana di Napoli.

Là-bas è dunque il frutto di un’indagine culturale che è poi diventato un film che si caratterizza fortemente per un deciso sviluppo narrativo: il duello tra i clan che porta alla tragedia finale si consuma tra minacce, prepotenze, ricatti. Parallelamente, Lombardi, unico sceneggiatore del film, riesce a tenere in piedi una serie di filoni narrativi, come quello con Germain e con tutti gli abitanti della casa delle candele, o il plot con Suad, che poi si rivelerà essere una prostituta, con la quale Yssouf non riesce ad avere un rapporto per colpa della sua vita. Lombardi è anche bravo a descrivere l’impossibilità per Yssouf di “uscire dal giro” per via delle minacce di suo zio, del quale Yssouf è di fatto una proprietà.

È curioso come per trovare delle operazioni cinematografiche intelligenti, in grado di coniugare la potenza del lavoro sociale che ha coinvolto tutta la comunità africana di Napoli e una qualità buona di fattura, soprattutto dal punto di vista della sceneggiatura, sia necessario andare a scavare nelle produzioni indipendenti – suffragate da alcuni tra i nomi più “illuminati” della produzione indipendente italiana – che hanno luogo in un angolo remoto dell’Italia, tanto remoto quanto nell’occhio di una serie di trasformazioni che, evidentemente, sono in grado di dirci molto più di quello che la semplicità di un film come Là-bas sembra aver scritto addosso.

Simone Moraldi | 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Cast & CreditsLà-bas. Educazione criminale
Regia: Guido Lombardi; Sceneggiatura: Guido Lombardi; Fotografia: Francesca Amitrano; Montaggio: Annalisa Forgione, Beppe Leonetti; Costumi: Francesca Balzano; Scenografia: Maica Rotondo; Musiche: Giordano Corapi; Interpreti: Kader Alassane, Moussa Mone, Esther Elisha, Billi Serigne Faye, Alassane Doulougou, Fatima Traore, Salvatore Ruocco; Produzione: Dario Formisano Gaetano Di Vaio e Gianluca Curti per eskimo, figli del bronx, minerva pictures group; Formato: 35mm, colore; Origine: Italia, 2011; Durata: 100’; sito ufficiale: labas-film.com

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