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Niente da dichiarare?

di Dany Boon

Papà il cielo è belga o francese?

A tre anni dal successo di pubblico e incassi di Giù al nord (Bienvenue chez les Ch’tis), Dany Boon è tornato sulla scena francese con il suo terzo lungometraggio, Niente da dichiarare?. Daniel Hamidou, in arte Dany Boon, figlio di un pugile algerino, è nato e cresciuto nel Nord della Francia, ha studiato in Belgio e fatto una lunga gavetta come attore e autore per il teatro e dopo aver interpretato diversi ruoli di coprotagonista in vari film francesi, nel 2005 passa dietro la macchia da prese per trasportare sullo schermo la sua commedia La maison de bonheur che non viene notato. Solo nel 2008 Dany Boon diventa un vero e proprio caso cinematografico grazie al suo Giù al nord del quale, per esempio, in Italia è stato subito realizzato il remake Benvenuti al sud.


Trailer fornito da Filmtrailer.com

Dopo il successo di Giù al nord per Boon il film successivo rappresenta un banco di prova cruciale perché il pubblico aspetta un’altra preziosa, gradevole, divertente ed intelligente commedia. Boon non si è lasciato travolgere dall’ansia di pareggiare, se non addirittura superare, il successo di Giù al nord, ha continuato per la sua strada nella sua personale analisi dei pregiudizi e delle barriere, culturali e geografiche, causa d’incomprensioni, atteggiamenti razzisti e isolamento.
Niente da dichiarare è ambientato sul confine franco-belga nei primi anni ’90, proprio quando in Europa cadono le frontiere tra i vari paesi (precisamente il 1 gennaio del 1993). Sull’ex confine si trovano due cittadine, Courquain in Francia e Koorkin in Belgio, e i doganieri, che per anni si sono guardati con sospetto e odio reciproco, vedono scomparire all’improvviso la frontiera, che li divideva e rassicurava, e si trovano costretti a conoscersi e a collaborare. Ruben Vandervoorde, doganiere belga con un odio profondo verso i francesi è costretto a far parte della prima sperimentale pattuglia franco-belga in compagnia del suo nemico storico, il doganiere francese Mathias Ducatel che ha una storia segreta proprio con la sorella di Ruben. Tra sospetti, litigi e incomprensioni la prima pattuglia franco-belga parte per il controllo delle strade delle campagne che circondano le due cittadine a bordo di una Renault 4L.

Boon sfrutta la data del 1 gennaio 1993, data che cambia la storia della vecchia Europa, per mettere a confronto i due nemici, Ruben Vandervoorde che si potrebbe definire un integralista belga che odia profondamente i francesi, iroso e razzista, e Mathias Ducatel, francese, cortese, gentile che crede nel dialogo e nell’incontro tra culture e diverse nazioni. Il confronto/scontro tra i due protagonisti è in qualche modo il proseguimento dell’analisi che Boon aveva iniziato con Giù al nord. Con Niente da dichiarare? mette in campo direttamente i confini fisici che dividono le nazioni e non solo quelli culturali e linguistici: in questo modo il tema di un possibile incontro, di una conoscenza reciproca che oltrepassi le frontiere si trasforma in una vera riflessione politica. Le frontiere chiudono gli uomini in un cerchio talmente ristretto da perdere di vista la complessità del mondo e Ruben è l’esempio concreto di questo atteggiamento che viene smantellato da una semplice domanda di suo figlio: «Papà ma il cielo è belga o francese?».

Andando oltre il tema attorno al quale Boon ha scritto Niente da dichiarare?, il film scorre, fa sorridere, ma non coinvolge allo stesso modo di Giù al nord con il quale a un altro importante punto in comune: sono entrambi due film da vedere in lingua originale. Nel caso di Niente da dichiarare il doppiaggio ha evitato storture improbabili come nel caso del dialetto ch’timi, ma il gioco di dialetti al contrario è vivace nella versione originale, soprattutto quando Mathias cerca di sembrare belga imitando forzatamente il dialetto per non destare sospetti a casa del padre di Ruben. A questo va aggiunto che si perde anche l’interpretazione originale di un cast eccellente, che oltre a Boon stesso, vede anche, tra gli altri, l’ottima prova di Benoît Poelvoorde.

Alice Casalini

Cast & CreditsNiente da dichiarare (Rien à déclarer)
Regia: Dany Boon; sceneggiatura: Dany Boon; fotografia: Pierre Aïm; musiche: Philippe Rombi; montaggio: Luc Barnier; scenografia: Alain Veissier; costumi: Jean-Daniel Vuillermoz; interpreti: Dany Boon, Benoît Poelvoorde, Chritel Pedrinelli, Joachim Ledeganck, Julie Bernard, Jean-Paul Dermont, François Damiens, Bouli Lanners, Eric Godon, Olivier Gourmet, Jean-Luc Couchard, Karin Viard; origine: Belgio/Francia, 2010; formato: 35 mm, colore; durata: 108’; produzione: Les Productions du Ch‘timi, TF1 Film Productions, Pathé; distribuzione: Medusa; sito ufficiale: events.fr.msn.com/cinema/rien-a-declarer; sito italiano: medusa.it/film/1078/niente-da-dichiarare.shtml

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